New York. Lotta alle calorie. Senato e Assemblea ai ferri corti sul menu delle mense scolastiche
SENATO E ASSEMBLEA di Albany sono giunti ai ferri corti su una legge per regolarmentare i pasti scolastici che ogni giorno vengono serviti a milioni di bambini. I rischio obesità per i nostri piccoli è, come in tutti gli Stati Uniti, molto alto e per questo è dovuto intervenire il New York Farm Bureau.
Gli agricoltori e gli allevatori dell'Upstate, dissanguati come dalla recessione, chiedono che sia imposta, nel momento della scelta, la preferenza di prodotti agricoli locali, anche se questo si scontra con gli statuti del commercio intrastatale. L'Assemblea a maggioranza democratica è più aperta a favorire latticini e ortaggi newyorkesi, mentre il Senato, che è del Gop, è più ligio all'osservanza degli statuti. Il portavoce del governatore David Paterson, Errol Cockfield, ha sottolineato come per il successore di Eliot Spitzer la questione sia primaria.
Sia la versione del disegno di legge in Assemblea e sia quella del Senato stabiliscono regole severe a livello calorico, invitando ad usare vegetali, frutta non addolcita, cereali, latte scremato e bandendo tutte le bibite gasate.
Con metodi spiccioli e casarecci i contadini delle contee limitrofe di Albany hanno fatto pressione sui legislatori, regalando loro alcune delle prelibatezze prodotte in loco, quali yogurt, mele e carote newyorkesi, e li hanno invitati a renedere disponibili questi prodotti anche a milioni di scolaretti. Julie Suarez del NYS Farm Bureau mette l'accento sulla necessità di una normativa statale per regolare quali snack possono essere venduti nelle caffetrerie scolastiche o distribuiti nelle macchinette automatiche. Prendersi cura della dieta dei nostri figli, oltre che riflettersi positvamente sulla loro salute, eviterebbe anche di sostenere una serie di spese sanitarie che gravano sul bilancio.
L'obesità è una piaga che colpisce oltre il 30 per cento degli americani. Un flagello che sembra inarrestabile: nel 2015, secondo uno studio pubblicato in agosto dalla John Hopkins University, le persone sovrappeso saliranno al 75 per cento, mentre gli obesi rappresenteranno il 41 per cento della popolazione statunitense. All'ombra dell'Empire State Bulding, nel biennio 2002-2004 secondo uno studio del Dipartimento della sanità, gli obesi sono aumentati del 17%. Secondo l'amministrazione new-yorchese, la decisione di informare i propri clienti sul numero di calorie contenute nei piatti che hanno scelto di consumare contribuirà a prevenire nei prossimi cinque anni almeno 150mila casi di obesità e 30mila di diabete. Cibi grassi, stili di vita sedentari e l'ossessivo consumo di bibite gasate sonodunque nel mirino. A spingere le amministrazioni ad un giro di vite non è una mera questione estetica: i costi sanitari per chi soffre di obesità sono infatti molto più elevati rispetto a quelli sostenuti per un individuo normopeso.
E siccome molto spesso a provvedere all'assicurazione medica sono le aziende presso le quali si è impiegati, si capisce per quale motivo la pressione per sradicare questi comportamenti antisalutisti si sia fatta negli ultimi tempi sempre più forte.
Non tutti i mali, in ogni caso, vengono per nuoceree: i prezzi dei carburanti sono alle stelle e se si favorisse l'acquisto di prodotti locali, si eviterebbe lo spreco di carburante e si realizzerebbe un grande risparmio. Risparmio che - secondo un servizio realizzato da AbcNews - stanno operando anche molti dei risoranti newyorkesi (e non solo). Dall'adozione di piatti sempre più piccoli all'alleggerimento delle posate (in modo da far sembrare il boccone più pesante), i trucchi escogitati per fare sembrare abbondanti delle porzioni sempre più ridotte si sprecano. L'aumento dei costi del cibo ha costretto molti newyorkesi a rinunciare alla compagnia del proprio animale domestico. Luis Page di Brooklyn ha dovuto affidare a un organizzazione non profit Goldy, la sua gattina, proprio perché non riusciva ad arrivare alla fine del mese.












