Visti da New York

Buonanotte all'informazione

di Stefano Vaccara

25-05-2008

Immaginate succeda negli Stati Uniti: qualcuno afferma di essere un ex agente segreto dei servizi militari e tira fuori anche un documento top secret sull'omicidio del presidente John Kennedy. Quel documento porta l'intestazione del Pentagono, o della Cia, o dell'Fbi e nessuna perizia riesce a provare che sia un falso. In quel documento si evince che alcuni dei più importanti apparati della Difesa Usa sapessero del complotto per uccidere il presidente a Dallas due settimane prima che Oswald premesse il grilletto. Andrebbe quel documento sulle prime pagine del New York Times e del Washington Post? Verrebbe discusso, dibattuto e ridiscusso in televisione e su tutti i network tv? La casa dell'agente segreto verrebbe circondata da telecamere puntate giorno e notte in attesa di X0X?

Invece accade da oltre dieci anni in Italia che un agente segreto, anzi un militare appartenente ad un corpo militare segreto italiano all'interno della Nato, la cosidetta Gladio delle centurie, spaventato da certi "suicidi" accaduti ai suoi ex commilitoni, vuole parlare, ma ha delle difficoltà a farsi ascoltare. E' fortunato però, è stato inventato l'internet e lui ci mette dentro molto di quello che sa. Ma trovare un giornalista italiano che possa pubblicare in un giornale la sua storia è un'impresa, lo trova solo attraversando l'oceano, a New York dieci anni fa. Così racconta al sottoscritto che pubblica tutto su questo giornale di quella Gladio militare che operava all'estero, "behind" le linee nemiche, quella gladio che per il governo italiano non è mai esistita. Niente, l'articolone intervista che esce a New York nell'estate del '98 sbatte sulle pagine di gomma del "sistema informazione" italiano. Però il gladiatore è soddisfatto, dice che il giornalista gli ha salvato la vita, ucciderlo ora avvalorerebbe ciò che ha raccontato e torna nella sua Sardegna...

Intanto c'è almeno un ex presidente della Commissione Difesa della Camera, l'ammiraglio Falco Accame, che si occupa di cercare la verità per i familiari delle vittime del terrorismo, che comincia a fare pressanti domande al governo per sapere se questa Gladio segreta sia esistita, ma dalle autorità ottiene solo silenzio o smentite.

Poi passa qualche anno, e G71, questo il nome in codice del "gladiatore", tira fuori un documento bomba sul rapimento Moro. Il giornalista italiano a New York, appena lo riceve lo pubblica immediatamente, questa volta fa lo stesso anche in Italia il settimanale "Famiglia Cristiana" seguito subito dal quotidiano comunista "Liberazione:"Anche i quotidiani della Sardegna, dove è nato e vive l'agente G71 alias Antonino Arconte, non trascurano il gladiatore. Ma i cosidetti grandi giornali a tiratura nazionale? Niente. L'ammiraglio Falco Accame presenta appelli al governo, ai ministri, agli ex capi di governo, e già cinque anni fa gli scriveva: "Di particolare rilievo in questa attività appare un documento in cui viene ordinato, il 2 marzo 78 cioè due settimane prima del rapimento dell'On. Moro, al "gladiatore" Antonino Arconte (G 71) di portare a mano dei documenti a Beirut ad un altro agente (G 219) operante alle dipendenze del capo centro per il Medio Oriente (G 216), in vista della liberazione dell'On. Moro che non era stato ancora rapito. Il capo centro a Beirut era il colonnello Stefano Giovannone il cui nome è stato citato nelle lettere dell'On. Moro che ne sollecitava il rientro in Italia. A Beirut ha operato pure il colonnello Mario Ferraro...".

Niente, nulla. Anzi tutti i ministri della Difesa che si susseguono insistono che G71 non è mai esistito, che non è mai esistita la Gladio militare e quindi quel documento deve essere falso, ma non riescono mai a provarlo....

Ora, questa storia ve l'avevamo raccontata di nuovo due settimane fa in occasione dell'anniversario di Moro, ma ecco che questa settimana Arconte rilascia altri documenti, una sua corrispondenza avuta con l'Ammiraglio Fulvio Martini, allora direttore del Sismi (il servizio segreto militare), in cui Martini nel febbraio del '91 scrive con questo tono al suo gladiatore esortandolo a restare zitto: "Rivivo quei giorni e quegli anni tumultuosi, terribili e magnifici, certo sofferti e vissuti con la vita stretta tra i denti. Anni in cui abbiamo visto tanti di noi lasciarci in silenzio e senza una tomba dove deporre una corona, un fiore. Nemmeno un nome da poter onorare". Martini rivendica la guida di questo nucleo operativo della Gladio militare: "A me l'onore e il privilegio di avere conosciuto e guidato, per una parte della mia vita, uomini impetuosi, tenaci e valorosi che hanno saputo gettare la loro giovinezza dietro le linee di un nemico subdolo e invadente, dando un esempio di amor patrio che niente può eguagliare". E poi conclude la lettera così: "posso solo garantirti il mio personale impegno per regolarizzare la tua posizione di servizio e che questo mi è stato espressamente ordinato dal governo in cambio del silenzio".

Così Accame presenta un ennesimo esposto alla procura militare, deve indagare... Proprio venerdì il governo Berlusconi ha nominato i nuovi capi dei servizi segreti, con in testa il super capo Gianni De Gennaro, che passa dalla monnezza di Napoli ad occuparsi di roba che fetore ne emanerà molto di più. Su quello che ha svelato Arconte qualcuno risponderà? Il ministro La Russa? De Gennaro? Il premier Berlusconi? Ma figuriamoci. L'Ansa poverina qualche lancio lo fa, ma la "grande" stampa dorme, la televisione è in coma, e allora perché rispondere? Con un sistema dei media ridotto così, l'Italia dei misteri può dormire sonni tranquilli.


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