Coltivare un'eredità. Il Comites del New Jersey apre le porte alle nuove generazioni
I giovani italoamericani residenti nello Stato Giardino scalpitano, sono ansioni di discutere assieme ai loro coetanei di tutta l'America due degli argomenti da loro più sentiti in questo momento: lingua e identità, quando parteciperanno all'incontro in calendario a Washington il 27 e 28 prossimi.
La sede del Comites del New Jersey non aveva mai visto tanta presenza giovanile come lunedì sera alla riunione per il disbrigo di affari correnti e per illustrare alla rappresentanza delle nuove generazioni l'appuntamento presso l'ambasciata della capitale.
Hanno preso parte il presidente del Comites Paolo Ribaudo, il vice console di Newark Andrea Barbaria, Silvana Mangione vice presidente del Cgie, Alfio Russo dirigente didattico presso il Consolato Generale di NY, rappresentanze dell'associaz-ionismo e i componenti del Comitato.
Andrea Barbaria dal primo luglio assumerà l'incarico di console, quando la sede diplomatica di Newark sarà elevata a Consolato. Si è rivolto ai giovani sottolineando la loro continua presenza e elogiando il Comites per la creazione di un comitato ad hoc per avvicinare le nuove generazioni.
Cercando - aggiungiamo -, tra le sfide del XXI secolo che ci riguardano da vicino, di riparare i danni del tempo e dell'uomo incapacitato nel trovare la chiave giusta per incoraggiare i giovani a scoprire o approfondire le proprie origini, la lingua e cultura.
Barbaria ha invitato i giovani a guardare a lungo raggio, a quando si verificherà un inevitabile cambiamento generazionale.
"È importante che le nuove generazioni aiutino, anche se quelle prima sono quasi immortali, l'età prima o poi si farà sentire e dovrà esserci un passaggio di consegne generazionale nelle rappresentanze elettive, dell'associazionismo e del volontariato" ha sostenuto Barbaria.
Aggiungendo una raccomandazione: "cercate di non cadere nel tipico errore che ci panelizza rispetto ad altre etnie: la difficoltà a stare uniti e fare forza".
Quello di Washington è un appuntamento dei giovani italo-americani voluto e patrocinato dal Consiglio Generale degli Italiani all'Estero in concerto con l'ambasciata, i consolati e gli undici Comites sul territorio statunitense in un momento in cui da più parti si lavora per il rilancio dei giovani nel mondo.
Il presidente Ribaudo annuncia che ai giovani è loro garantito l'uso della sede di Elmwood Park nel New Jersey, plaudendo la creazione di un gruppo costruttivo dalla nascita.
L'idea di portare in conferenza a Roma i giovani italiani provenienti da tutto il mondo è d'antiquariato: risale addirittura al 1993. Ci si dovrebbe arrivare - il condizionale al momento è d'obbligo - nel prossimo autunno avanzato.
"Al Cgie - ha esordito Silvana Mangione - il discorso fatto dai giovani per i giovani è imperativo, senza imposizioni esterne. Vogliamo che siano i ragazzi a scegliere i ragazzi, oltre a quelli scelti dal Comites. La contropartita è che voi iniziate a fare rappresentanza all'interno delle istituzioni".
La conferenza di Roma dovrebbe tenersi a novembre o dicembre con fondi decisamente limitati a disposizione dell'organizzazione generale che si sta arrampicando sugli specchi.
Su una solida presenza statunitense alla conferenza globale, la vice presidente del Cgie ai ragazzi ha dichiarato "mi batterò perché gli Stati Uniti non debbano soffrire sui numeri".
Va detto che non tutti i Comites in America hanno istituito comitati giovanili, mentre quello di New York e Connecticut ha inserito all'ordine del giorno della riunione di martedì della settimana prossima l'iniziativa dei giovani, a soli quattro giorni dall'appuntamento di Washington.
Dalla platea dei giovani italoamericani, una dozzina in tutto e altri che hanno comunque aderito a partecipare alla seconda conferenza di Washington, è emerso che due degli argomenti sulla bocca di tutti sono lingua e identità, augurandosi di poter avviare un network di contatti e adesioni per scambi di conoscenze e esperienze, oltre a rassegne cinematografiche e eventi culturali.
Il direttore didattico Alfio Russo ha ascoltato gli interventi dei giovani che chiedono film e teatro, che vogliono affermare le proprie origini, poi ha commentato con una spontanea osservazione "la vostra presenza è motivo di grande speranza, che va a coltivare un'eredità".










