Analisi e commenti

Siamo tutti noi "i morti che camminano". La lettera/Il solenzio sulle minacce a Magdi Cristiano Allam

di Pino Agnetti

22-06-2008

Caro Direttore,
nei giorni scorsi un sito islamico legato ad al Qaeda ha minacciato di morte il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il giornalista e scrittore Magdi Cristiano Allam. Quel messaggio parla senza tanti giri di parole di "due morti che camminano... proprio come si autodefiniva Falcone".
Non è una traduzione. Bensì, la frase originale in lingua italiana usata dall'autore. Anche lui italiano? Probabile, visto il circostanziato riferimento a una delle pagine più oscure e drammatiche della nostra storia recente. In questo caso, dunque, verrebbe confermato l'allarme rilanciato più volte dai nostri servizi segreti. E cioè che la causa del terrorismo islamico sta facendo proseliti anche qui da noi. Come per altro avviene da tempo nel resto d'Europa. L'identità degli autori - tutti cittadini britannici - delle stragi di Londra del luglio 2005 è li a dimostrarlo nella maniera più tragica e lampante.
Ma non è questo il punto. Il punto è che, finora, solo la Comunità ebraica romana si sia sentita in dovere di esprimere vicinanza e solidarietà ad Allam. Ed allora mi domando e chiedo: e l'Ordine e il Sindacato dei giornalisti? E i partiti politici (di maggioranza e di opposizione)? E le giunte e i vari consigli comunali, provinciali e regionali solitamente così prodighi di accorati ordini del giorno contro il terrorismo? E la società (cosiddetta) civile? E gli intellettuali?
Aggiungo solo che la pubblicazione su Internet delle nuove minacce contro Magdi Cristiano Allam coincide con il tour che quest'ultimo sta compiendo in diverse città italiane per presentare il suo ultimo libro "Grazie Gesù". Titolo già di per sé sufficiente a spiegare il rinnovato accanimento riservato ad Allam dai nemici mortali del codice morale, giuridico e umano che fa da fondamento alla nostra civiltà.
E vengo alla conclusione. Ovviamente, si potrà anche dissentire dalle idee dell'autore di "Grazie Gesù". Ma se non ci ribelliamo alla normalità di certe sentenze di morte promulgate dai "tribunali speciali" di bin Laden e soci, se continueremo ad accettare supinamente che - a casa nostra! - qualcuno possa tranquillamente predicare l'eliminazione di un intellettuale condannato assieme alla sua famiglia a vivere perennemente sotto scorta solo perché "colpevole" di avere abbracciato la fede cristiana dopo avere invano cercato da musulmano il famoso "Islam moderato", è bene sapere che "i morti che camminano", in realtà, siamo tutti noi. E che il nostro comunque ingiustificabile silenzio non è altro che l'anticamera della nostra resa definitiva. Della nostra (più che meritata) disfatta.
Ecco perché non ci resta che gridare forte e chiaro ciò che i becchini più o meno nostrani di al Qaeda temono maggiormente di sentirsi dire: "Siamo tutti Magdi Cristiano Allam".    

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