Contro i pirati del cibo. Incontro alla Italy-America Chamber of Commerce
MENTRE AL Javits Center ieri si spegnevano i riflettori sulla 54esima edizione del Fancy Food, nella sede della Italy-America Chamber of Commerce di New York si svolgeva un convegno dal titolo "Informare per competere", dedicato al settore agroalimentare.
L'incontro non poteva collocarsi in una sede più azzeccata, dal momento che 120 anni fa fu proprio una dozzina di importatori italoamericani di alimentari a fondare la Italy-America Chamber of Commerce di New York, la più antica sul territorio statunitense. "Oggi - ha spiegato in apertura il presidente Alberto Comini - i componenti della Camera comprendono rappresentanti di tutti i settori merceologici e l'80 per cento dei prodotti alimentari importati negli Usa è distribuito tramite aziende di membri della nostra Camera". E a quei produttori che s'affacciano al mercato a stelle e strisce Comini ricorda che c'è ancora un'America tutta da scoprire: quella del Midwest, invitando gli esportatori a considerare investimenti e sforzi per promuovere i loro prodotti in località che seppure piccole ricoprono un'importanza economica notevole.
Il convegno "Informare per competere: il settore agroalimentare Made in Italy nel mercato Usa" è stato organizzato con la cooperazione del fondatore di èItalia, Domenico Calabria partner di Asso-camerestero, promotore di convegni dedicati alla salvaguardia del Made in Italy che ad oggi hanno interessato 23 paesi in tutti i continenti. Non a caso la stampa estera ha definito Calabria l'"ambascia-tore dell'informazione italiana nel mondo". L'incontro è stato ospitato nella sede della Camera su Fifth Avenue, allestito con Asso-camerestero, èItalia e Panorama Economy, in collaborazione con Buonitalia.
Nell'occasione è stato presentato il dossier dedicato al settore agroalimentare Made in Italy nel mercato americano pubblicato da èItalia ed Economy. Erano presenti il console generale Francesco Talò, il direttore dell'Enit, Riccardo Strano, agenti importatori, distributori locali ed esponenti del business italoamericano. Al convegno, moderato da Martino Cavalli vice direttore di Panorama Economy, hanno preso parte Mario Pirilli assessore all'Agricoltura della Regione Calabria, Francesco Bettoni presidente della Confagricoltura della Lombardia e della Camera di Commercio di Brescia, Mario Farina presidente della Camera di Commercio di Caserta, Mario Gambino presidente della Ibs, Giovanni Capalbi presidente del consorzio Cosvicomm della Basilicata e Nicola Fiasconaro presidente dell'omonima azienda dolciaria siciliana.
Il Console Generale nel suo indirizzo definisce la Camera di Commercio "un altro pilastro del Sistema Italia che intendiamo tenere unito per presentare ai nostri interlocutori americani la forza di prodotti che noi sappiamo essere i migliori. E questo lo diciamo con orgoglio".
Manfredi Minutelli, responsabile sviluppo progetti food di Buonitalia entra nel vivo del convegno e parla di "agropirateria" in America dove solo un prodotto su tre è originario e vero. Gli Stati Uniti per l'agroalimentare italiano rappresentano un mercato potenziale di circa 10 miliardi di euro. "Ma rappresenta anche - sostiene Minutelli - il Paese nel quale i nostri prodotti sono esposti ad una concorrenza sleale costituita dai prodotti italian sounding ingannevoli". La crescita di questo fenomeno - spiega Minutelli - è dovuta spesso a mancanza di informazione dei consumatori: ci sono infatti milioni di americani che vorrebbero mangiare e bere italiano e pensano di farlo acquistando - inconsapevolmente - prodotti non originali che con l'Italia non hanno niente a che fare. "Per quanto riguarda la domanda - aggiunge - oggi esiste un target di consumatori curiosi, attenti e straordinariamente predisposti al prodotto italiano, mentre dal lato dell'offerta, si stanno imponendo catene che sono in potenza degli eccezionali veicolatori dei prodotti italiani". Minutelli spiega i contenuti del dossier - a disposizione presso la Camera di Commercio -, precisando che non era intenzione di Buonitalia fare una ricerca che fosse uno studio accademico destinato a finire nel cassetto, bensì un vademecum operativo.
"Uno strumento utilizzabile da chi decide di affrontare il mercato per la prima volta o che è già presente. Attraverso questa ricerca abbiamo individuato: da una parte un target prioritario di riferimento che sono circa 30 milioni di consumatori americani, generalmente donne con alto potere d'acquisto che impazzano per il cibo e in particolare quello italiano. All'interno dei cosiddetti cibi etnici - sottolinea Minutelli - hanno individuato l'italiano come quello di riferimento. È un pubblico attento che si informa e negli Stati Uniti ci sono tantissimi canali televisivi tematici e riviste specializzate. Dall'altra parte, abbiamo analizzato l'offerta dove questi consumatori vanno a rifornirsi. Negli Stati Uniti ci sono catene che stanno portando avanti una politica di qualità nei confronti dei prodotti e stanno privilegiando quelli ad alto valore aggiunto, proprio per differenziarsi dai concorrenti".
Buonitalia ha individuato il mercato americano come quello di riferimento che permette di avere dei risultati nel breve tempo e dove esiste un potenziale enorme di crescita. "L'obbiettivo - osserva - è quello di riuscire a raddoppiare nel meglio le quote di export andando proprio a rosicchiare le quote di quelli che sono i prodotti italian sounding".
Alessio Gambino della società Ibs Italia ha parlato del Mall in Italy, un ambizioso progetto all'interno del Carousel Center di Syracuse nell'Upstate, il più importante shopping center dello stato di New York, dove al meglio del Made in Italy sono dedicati spazi espositivi pari a 40 mila metri quadrati, quando aprirà i battenti nella primavera dell'anno prossimo. "Sarà - sostiene Gambino - una vetrina di promozione permanente dell'eccellenza italiana".
Per terminare in dolcezza è intervenuto Nicola Fiasconaro per parlare della storia dell'azienda familiare di Castelbuono, nel cuore delle Madonie, che da piccola pasticceria di provincia si è trasformata in produttrice di dolciari oggi di fama indiscussa e, piaccia o no ai milanesi, i suoi celebrati panettoni sono puntualmente prenotati da tutto il mondo.
Nell'occasione la Camera di Commercio newyorkese ha firmato due importanti accordi di cooperazione con i presidenti delle camere di commercio di Pescara e di Brescia, Ezio Ardizzi e Francesco Bettoni.











