Dagli USA

Presidenziali. Obama tra gli evangelici nella vecchia riserva di Bush

di Marco Bardazzi

02-07-2008

Presidenziali
Obama tra gli evangelici nella vecchia riserva di Bush

Di Marco Bardazzi

WASHINGTON.  E' stata per anni la riserva di caccia di George W.Bush, dalla quale arrivavano un quarto dei voti che lo hanno mandato due volte alla Casa Bianca.
Adesso però gli evangelici appaiono un popolo in attesa di un nuovo Messia e Barack Obama ci prova. Il candidato dei democratici ha lanciato un programma di finanziamento alle iniziative 'basate sulla fede' e una campagna tra i giovani cristiani, che sembrano ricalcare le strategie vincenti disegnate negli anni scorsi da Karl Rove per Bush.
Le sfide che il mondo affronta oggi, "dal tentativo di salvare il pianeta alla lotta alla povertà, sono semplicemente troppo grandi perché il governo le possa affrontare da sole", ha detto Obama, parlando in un centro evangelico in Ohio, uno degli stati-chiave del voto di novembre.
Per questo c'é spazio per un ruolo maggiore di chiese e gruppi religiosi, ai quali Obama promette ampi finanziamenti federali se si faranno carico di lotta alla povertà, all'Aids e al disagio sociale. L'ufficio per le 'iniziative basate sulla fede', che Bush creò alla Casa Bianca già la seconda settimana del suo primo mandato e che considera una delle proprie eredità più importanti, verrà ampliato e rafforzato da Obama se diventerà presidente.
 Il senatore dell'Illinois ritiene infatti che l'idea sia buona, ma che Bush l'abbia usata solo per "iniziative di facciata".
Spingendosi su un terreno che può creargli problemi all' interno del proprio partito, Obama non solo ha promesso soldi pubblici a chiese, sinagoghe, moschee e organizzazioni nonprofit di varie denominazioni, ma ha disegnato un programma che lascerà loro molta libertà di fare scelte su assunzioni e licenziamenti basate sul credo religioso dei dipendenti.
"Io credo fermamente nella divisione tra Chiesa e Stato", ha detto Obama, aggiungendo però che l'alleanza che propone al mondo religioso, e i fondi federali che l'alimenteranno, a suo avviso non metteranno in discussione il caposaldo.
Dopo aver trascorso il lunedì in Missouri, un altro stato chiave elettorale, a difendere il proprio patriottismo, Obama ha così aggiunto in Ohio un altro tassello all'accurata strategia di caccia al voto moderato con cui si avvicina all'Independence Day, la festa più a stelle e strisce d'America. Il voto dei cristiani 'rinati' è stato decisivo negli ultimi anni, ma i candidati democratici più recenti, Al Gore e John Kerry, si erano sostanzialmente rassegnati a lasciarlo nelle mani di Bush. Obama punta sul profilo di convertito al cristianesimo da adulto e di attivista nelle strade di Chicago, dove ha lavorato per anni con chiese cattoliche e protestanti, per cercare di strappare consensi ai repubblicani.
Il suo stratega, David Axelrod, ha preparato una campagna di feste e concerti che da ora a novembre prenderanno di mira, per esempio, i giovani appassionati di 'Christian Rock', finora ritenuti prevalentemente un elettorato di destra.
John McCain ha percepito il pericolo e domenica scorsa è andato in pellegrinaggio dal reverendo Billy Graham, l'anziano 'papa' degli evangelici, e suo figlio Franklin, che hanno un largo impatto sugli umori del mondo protestante.
Non ne ha ricevuto un appoggio esplicito, ma un incoraggiamento di cui McCain ha grande bisogno per cercare di scaldare gli animi nella destra religiosa, che per ora non si entusiasma per lui. A favorire il tentativo di Obama c'é il malcontento che serpeggia anche tra gli evangelici per la guerra in Iraq, o le crescenti iniziative di stampo religioso per promuovere una maggiore coscienza ambientalista.
Ma il senatore deve anche fare i conti con alcuni limiti difficili da superare. La sua posizione a favore dell'aborto è senza dubbio il principale.
La scelta di scendere in campo a sostegno dei matrimoni gay in California a sua volta non lo aiuterà. Infine, resta un problema per lui il persistere delle campagne via Internet che sostengono che Obama sia in realtà un musulmano: circostanza falsa, ma che secondo i sondaggi sembra presa per buona da una larga fetta dell'elettorato.