Mafia. Commessioni pericolose. L'impresa edile Schiavone collegata alla famiglia Genovese
UNA DEPOSIZIONE giurata che risulta da un'inchiesta federale del 2005 sulla ‘Schiavone Construction Co' collega l'impresa alla mafia. Ad oggi la Schiavone non è stata incriminata, anche se uno dei suoi dirigenti lo è stato.
La Schiavone è un gigante dell'ediliza che ha contratti da miliardi di dollari con il Comune e lo stato di New York. L'inchiesta, che sta ancora proseguendo, coinvolge 62 persone. Tra gli indagati c'è anche Anthony Delvescovo, direttore delle "Tunneling Operations", che ha siglato alcuni contratti per portare a termine il ‘Croton Water Works' nel Bronx, un mastodontico progetto del DEP comunale per proteggere l'ambiente. Il faraonico progetto, che doveva costare 660 milioni di dollari, ha già toccato quota 3 miliardi di dollari. La Schiavone è anche impegnata nella costruzione della Seconda Avenue Subway e ha stretto accordi con il Comune per 2 miliardi di dollari.
La testimonianza dell'agente speciale Jonathan Mellon del ‘Labor Office' dell'Ispettore Generale Federale (che conduce l'inchiesta con l'Fbi e l'ufficio della Organized Crime Task Force statale, che fa capo al district attorney general, Andy Cuomo) rivela le connessioni della Schiavone con una serie di operazioni illegali che coinvolgerebbero anche alcuni esponenti della famiglia Genovese.
Fondata negli anni Cinquanta, la Schiavone era, fino a un anno fa, di proprietà al 50% di Raymond Donovan, uomo d'affari che fu segretario del Dicastero del Lavoro durante la presidenza repubblicana di Ronald Reagan e che nel 1987 fu rinvato a giudizio per una frode da 7,4 miliardi di dollari, condotta con un uomo della famiglia Genovese, su un subappalto riguardante alcuni lavori nella rete metropolitana. Donovan non fu condonnato.
Non si sa ancora se l'inchiesta originale, bocciata in parte da una giuria che nel 1987 non trovo' l'unanimità sui capi di imputazione, sia stata utilizzata per condurre quella iniziata nel 2005. Quel che è certo è che molti dei 62 arrestati hanno già deciso di patteggiare con la procura federale di Brooklyn.
Nel 2007 Donovan ha acconsentito a vendere il 50% della Schiavone, così come ha fatto l'altro suo socio, a un conglomerato d'impresari immobiliari di Madrid, in Spagna. A questo conglomerato ora non solo passeranno i proventi dei contratti favolosi conculusi dalla Schiavone col comune newyorkese, ma anche i probabili strascichi giudiziari.
La testimonianza cita tra gli altri Nicholas Calvo, direttore d'una ditta privata che si occupa dello smaltimento dei rifiuti, nonché socio della famiglia Genovese. Calvo avrebbe riferito a un alto funzionario di un sindacato che la Schiavone era in conttatto con la famiglia mafiosa.
A queste accuse risponde l'avvocatessa della Schiavone, Mary Libassi: "Alcune delle conclusioni della dichiarazione giurata di Jonathan Mellone sono campate in aria.. La ditta sta già cooperando attivamente con le autorità federali per fare luce sulla vicenda".
La Schiavone dovrà anche rispondere delle accuse lanciate da Joseph Vollaro, direttore di una ditta di trasporti edile e noto mafioso. Vollaro ha detto di essersi incontrato con alcuni dirigenti dell'azienda di Raymond Donovan e con loro avrebbe concordato alcuni affari illegali. "A quel tempo - aggiunge Vollaro - già collaboravo con la giustizia, dato che nel 1989 ero stato arrestato nel New Jersey perché stavo trasportando un chilo di cocaina e avevo deciso di passare dalle parti delle forze dell'ordine".











