Calcio. Passa lo straniero. Federazione e Lega d'accordo per un extracomunitario in più in Serie A
ROMA. La serie A riapre le frontiere, via libera al doppio extracomunitario. Si puntava alla "chiusura" delle frontiere. Si è arrivati all'allargamento! Anzi, il grottesco è che Abete e Matarrese, alla fine, hanno anche aggiunto che questa misura è stata varata per favorire il calcio italiano e proteggere i giocatori professionisti italiani!
Così alla fine la Lega l'ha spuntata sull'assocalciatori. Il consiglio federale ha infatti dato l'ok al tesseramento di un giocatore non comunitario in più per i club della massima serie, ma per due che ne arrivano altrettanti devono lasciare l'Italia. Ma il mecanismo dei "rimpiazzi" non è chiaro. Non si è capito se per due che arrivano in una squadra, altri due debbono lasciare. Cosa succede se una squadra non ha extracomunitari?
"È stato un consiglio federale positivo - ha detto il presidente della Figc, Giancarlo Abete -. Abbiamo trovato una soluzione condivisa sul problema degli extracomunitari per la stagione 2008/2009 e per questo ringrazio l'Associazione Italiana Calciatori che ha accettato la proposta della Lega calcio". Era infatti Sergio Campana, presidente dell'Aic, che frenava maggiormente sulla nuova normativa: il rischio, con la maggiore apertura sull'estero, è che si perdano le risorse interne. Ma l'Aic ha deciso di dare l'ok, ottenendo in cambio dal presidente Abete l'impegno a vigilare sempre più sul rispetto delle regole di ingresso degli extracomunitari, con particolare riferimento agli attestati delle Federazioni di provenienza sul passato agonistico dei singoli atleti. E allo stesso tempo a vigilare sugli ingressi nei settori giovanili.
A cantar vittoria, insomma, è la Lega, con in testa il presidente Antonio Matarrese: "Ringrazio Campana, l'Aic e il Consiglio federale, ci tenevamo molto che questa norma venisse accolta". Con la delibera varata molti club di serie A potranno far arrivare in Italia nuovi talenti con passaporto extracomunitario, ma solo in sostituzione di altrettanti partenti.
Il Bologna, neopromossa senza extracomunitari, potrà tesserarne massimo 3, che resta il numero limite per ciascuna squadra. La precedente norma era stata inserita nel 2002 con Franco Carraro alla presidenza della Figc, e anticipò di poco l'entrata in vigore della legge Bossi-Fini (sull'ingresso in Italia dei lavoratori extracomunitari): un provvedimento restrittivo, che decretò di fatto lo stop agli ingressi, con un rapporto di 1 a 1 (per un giocatore in entrata un altro doveva uscire). Una stretta dopo l'apertura decisa nel 2001, quando con una sentenza della Corte federale, si era abbattuto il tetto degli extracomunitari. Ma, la sentenza rivoluzionaria che ha cambiato in maniera netta il mondo del calcio è stata sicuramente quella del 1995. Protagonista fu il giocatore belga Jean-Marc Bosman. Da allora sono passati quasi 15 anni e, con la norma approvata ieri, le porte per l'ingresso di nuovi calciatori extracomunitari in Italia non sembrano poi così chiuse come nel passato.
Menomale che Campana e l'associazione calciatori tuonavano contro i presidenti dei club della massima serie per la "legione straniera" e il depauperamento del parco gioatori nazionale!
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