Campobasso. Arrestato il "re della pasta" Angelo Mastrolla
SANSEPOLCRO (Arezzo). La Nestlé tira dritto, ma i lavoratori e la Provincia di Arezzo chiedono una marcia indietro. La vendita della Buitoni sta subendo l'onda d'urto di una vicenda giudiziaria che non coinvolge lo stabilimento di Sansepolcro, ma che ha portato all'arresto, giovedì, del "re della pasta", Angelo Mastrolia. L'imprenditore è a capo del gruppo Tmt, che il 24 giugno ha acquistato la Buitoni dalla Nestlé.
Il "re della pasta" è stato arrestato con altre cinque persone nell'ambito di un'inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere in cui si ipotizzano reati che vanno dalla corruzione alla truffa in gare di appalti pubblici. Mastrolia è "totalmente estraneo" ai fatti che gli vengono addebitati - ha spiegato il difensore dell'imprenditore, l'avvocato Angelo di Perna - e lo ha "documentato" ieri nell'interrogatorio di garanzia.
Secondo il legale, "si è determinata una confusione tra la vecchia e la nuova gestione" di un'azienda molisana, la Illsud, rilevata dalla Tmt nel 2004. Riguardo la vendita dello stabilimento aretino, "quanto accaduto non influisce sul processo di cessione del business Buitoni - ha spiegato Nestlé Italia - restano pienamente valide le garanzie occupazionali e di sviluppo previste dal piano sottoscritto".
La presa di posizione della Nestlé ha suscitato la reazione di sindacati e lavoratori, riuniti in assemblea nella fabbrica Buitoni di Sansepolcro. In un ordine del giorno, i dipendenti hanno chiesto la sospensione della vendita da parte della Nestlé. "I lavoratori - ha spiegato il segretario della Flai/Cgil di Arezzo, Claudio Bianconi - hanno confermato l'alto senso del dovere e di responsabilità evitando, per il momento, di proclamare lo stato di agitazione". Però, "riteniamo - ha aggiunto Bianconi - che quanto successo sia grave e sia ragione sufficiente per sospendere immediatamente la vendita dello stabilimento a Mastrolia".
Durante l'assemblea sarebbe stata data comunicazione di una lettera della Tmt a Nestlé Italia nella quale, tra l'altro, si ribadirebbe l'estraneità di Mastrolia rispetto alle accuse rivolte a lui dalla magistratura e si sottolineerebbe come chi lo accusa lo fa sostenendo che "essendo presidente della società non poteva non sapere". Quello che Mastrolia non avrebbe potuto non sapere riguarderebbe le gare d'appalto per la fornitura di materiale d'ufficio ad alcuni enti pubblici, soprattutto a Roma, che, secondo gli investigatori di Santa Maria Capua Vetere, sarebbero state truccate da tre funzionari pubblici - arrestati con il "re della pasta" - per favorire, in cambio di denaro, un'azienda di Angelo Mastrolia.
L'imprenditore, salernitano, è titolare di alcuni pastifici in diverse regioni e proprietario di un'azienda di mobili per il settore navale e alberghiero. "Dalle notizie di stampa - ha spiegato Nestlé Italia - sembra che i fatti oggetto d'indagine risalgano al 2004 e siano relativi alle attività di una società del gruppo che opera nel settore dell'arredamento e, comunque, nulla avrebbero a che vedere con il settore alimentare, nel quale il Gruppo Tmt è presente con Corticella, Pezzullo, Pasta Combattenti, Polenghi Lombardo, Giglio ed altri marchi di rilevanza nazionale".
Sulla vicenda Buitoni è intervenuta anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: "So che c'é un problema - ha detto a margine dell'assemblea degli industriali di Arezzo - mi auguro che questa persona che ha comprato l'azienda la mantenga, la sviluppi e non faccia operazioni sbagliate".












