Bielorussia. Bomba al concerto con Lukashenko. 50 feriti
MOSCA.Una cinquantina di persone sono rimaste ferite da un ordigno artigianale imbottito di viti e bulloni (stile Unabomber del nord-est italiano) esploso poco dopo la mezzanotte locale a Minsk, durante un concerto rock all'aperto per il giorno dell'indipendenza, al quale assisteva anche il presidente Aleksander Lukashenko. Il suo portavoce, Pavel Legkiy, ha escluso che possa trattarsi di un attacco contro di lui. Gli inquirenti hanno aperto un'indagine per "teppismo".
Un termine, quest'ultimo, usato comunemente dalla nomenklatura dell'ex Unione Sovietica per ridimensionare l'importanza di un attacco e tuttora utilizzato in Russia da certa magistratura per derubricare gli attentati razzisti.
Al momento, comunque, non sono emersi elementi oggettivi per ipotizzare un attentato al presidente, benché nelle vicinanze sia stato ritrovato un secondo ordigno inesploso. Anche la rivendicazione generica di un piccolo gruppo anti Lukashenko autodefinitosi "Esercito nazionale di liberazione bielorusso" non sembra essere stata presa in grande considerazione dagli investigatori. Finora, almeno ufficialmente, non risulta alcun tentativo del genere dal 1994, ossia da quando Lukashenko ha cominciato a guidare il Paese con pugno di ferro e in stile vecchia Urss: con i comunisti unico partito di governo nell'ex Unione Sovietica, servizi segreti denominati ancora Kgb, industria di Stato, limitazione delle libertà e dei diritti civili, repressione delle opposizioni.
Nonostante tutto, Lukashenko, appoggiato da Mosca, conserva ancora una larga popolarità in questo Paese di dieci milioni di abitanti, ma è rimasto isolato dalla Ue, che l'ha messo al bando dopo la sua sospetta rielezione plebisci-taria (oltre 80% dei voti) del 2006, e dagli Usa, che lo considerano "l'ultimo dittatore d'Europa". Per ora gli investigatori stanno cercando di definire il tipo di ordigno, aiutati da quello inesploso ritrovato con numerose tracce "utili alle indagini".
Quello scoppiato in mezzo ad una folla di 500 mila persone era nascosto in una confezione di succo di frutta e sarebbe esploso mentre gli agenti di polizia lo stavano esaminando senza l'aiuto degli artificieri. Lukhascenko si trovava ad una discreta distanza e si è recato sul posto dopo alcuni minuti. Nonostante il numero dei feriti (quattro in rianimazione), le macchie di sangue e il fumo nero, il concerto è poi proseguito.
L'opposizione ha lanciato un monito a non ricorrere alla strategia della tensione: "Avvisiamo le autorità che commetterebbero un grave errore se tentassero di utilizzare questo esecra-bile episodio per ridurre ancor di più le libertà e la democrazia e per lottare contro gli avversari politici", ha osservato Vinsuk Vetcerko, leader del Fronte nazionale bielorusso, uno dei principali partiti di opposizione.
Finora è emerso un unico precedente della vicenda: nel settembre 2005, 43 persone rimasero ferite, tre in modo grave, in una esplosione nella città bielorussa di Vitebsk, a nord-est della capitale. L'ordigno, una lattina di birra piena di frammenti metallici, era stata piazzata al centro di una pista da ballo.












