Betancourt. "Grazie Parigi, ora dobbiamo pensare agli altri ostaggi"
PARIGI. Ingrid Betancourt arriva a Parigi, dice "grazie a tutti" quelli che si sono mobilitati per lei e "a Sarkozy, perché vi devo la vita", e ora ‘bisogna pensare agli altri essere umani nelle mani delle Farc". Il presidente francese, che con la moglie Carla Bruni l'ha accolta al suo arrivo all'aeroporto militare di Villacoublay, annuisce: Parigi continuerà "la battaglia", svolgerà il suo ruolo, come l'ha fatto per le infermiere bulgare, per Ingrid e come lo farà per il soldato israeliano Shalit. E rinnova, Sarkozy, il suo invito ai guerriglieri colombiani ad abbandonare la lotta armata, "assurda e medievale": se lo faranno la Francia è pronta a fare la sua parte.
Dice così Sarkozy, mentre la sua ex rivale nella corsa all' Eliseo, la socialista Segolene Royal, minimizza invece il suo ruolo: "Sarkozy non c'entra niente nella liberazione di Ingrid". Parole che sollevano polemiche dure e indignate del premier Francois Fillon e della destra, ma anche degli stessi socialisti: l'ex ministro della cultura Jack Lang accusa Segolene di un' "azione meschina".
Ingrid continua a ringraziare la Francia, perché i messaggi, il racconto di una mobilitazione internazionale che aveva il suo apice proprio a Parigi - e lei poteva sentirli nella giungla attraverso la radio - "mi hanno permesso di rimanere viva, spiritualmente e fisicamente".
Scendono lacrime di "gioia" sul bel viso, sereno, di Ingrid, nulla a che vedere con quel viso distrutto apparso nel video di qualche mese fa girato nella foresta: per anni sono state lacrime di "dolore e di indignazione" in una giungla, dove "l'animale più pericoloso è l'uomo". "Sogno da sette anni di vivere questo momento" dice ancora appena scesa dall'aereo della Repubblica francese, respirando felice "l'aria della Francia", con accanto i suoi due figli, Melanie e Lorenzo, e gli altri familiari: "Sono molto soddisfatta di esser qui, e di essere viva".
L'ex ostaggio sottolinea l'importanza dell'azione politica francese per la sua liberazione, rimarcando come "questa operazione perfetta, impeccabile dell'esercito colombiano" sia anche "il risultato della vostra lotta".
"L'alternativa - aggiunge l'ex candidata alla presidenza colombiana - era un'azione militare, armi e sangue. Ce n'era già stata una, in passato, e gli ostaggi erano stati uccisi. In una situazione simile, non saremmo mai riusciti a sopravvivere".
L'operazione per salvarla, prodotto di una "riflessione comune della Colombia e della Francià, è stata quindi per Betancourt "un'operazione d'intelligenza", in cui gli ‘eroi colombianìche sono intervenuti ‘non erano armati, non è stato sparato alcun colpo".
Sarkozy accompagna l'ex ostaggio e i suoi familiari all'Eliseo. Qui il presidente ringrazia tutti quelli che hanno sostenuto la causa della Betancourt, dai politici agli intellettuali, agli artisti, come sua moglie Carla Bruni - e si rivolge a lei, alle sue spalle - che ha cantato per Ingrid, prima ancora che incontrasse e sposasse il capo dello Stato francese. Carla arrossisce ed abbassa la testa.
L'ex ostaggio delle Farc, che ha 46 anni, si sottoporrà oggi a esami medici approfonditi nell'ospedale militare parigino di Val de Grace. Accertamenti verranno fatti, in particolare, per sapere se la donna soffre di epatite, cosa di cui si è parlato lungamente nei mesi scorsi. Secondo un primo esame, fatto a Bogotà dal capo dell'equipe medica dell' Eliseo, Christhophe Fernandez, lo stato di salute di Ingrid è "soddisfacente".












