Dal Mondo

Secondo una radio svizzera sarebbe stato pagato un riscatto di $20 milioni

05-07-2008

GINEVRA. Venti mili¬oni di dollari sarebbero stati usati per "comprare" la liberazione di Ingrid Betancourt e degli altri 14 ostaggi in mano ai guerriglieri colombiani delle Farc: secondo informazioni della radio svizzera romanda, all'origine della transazione sarebbero gli Usa che contavano tre agenti dell'Fbi tra i 15 ostaggi liberati. Altri particolari sulle circostanze dell'operazione sono stati forniti da un generale israeliano, Israel Ziv, che in alcune interviste ha descritto con dovizia di particolari la collaborazione militare fra Colombia e Stato ebraico.
La franco-colombiana Ingrid Betancourt ed i 14 ostaggi (tre agenti americani e 11 colombiani) "non sarebbero stati liberati nel corso di un'azione militare, ma comprati al termine di un'operazione di sovvertimento e di infiltrazione dei loro guardiani", ha affermato l'emittente elvetica citando una fonte "affidabile, verificata in numerose occasioni" e vicina alla vicenda. Secondo la fonte, è stata la moglie di un guardiano degli ostaggi ad aver fatto da tramite, dopo il suo arresto da parte delle forze regolari colombiane. È lei che avrebbe consentito di aprire un canale negoziale con i rapitori e di ottenere che uno dei loro carcerieri, Geraldo Aguilar, cambi bandiera.
All'origine della transazione, sostiene l'emittente, ci sono stati gli Stati Uniti, che avevano tre agenti dell'Fbi tra gli ostaggi liberati. In linea di massima, l'Fbi non interviene all'estero, ma i tre agenti - afferma la radio - erano stati prestati alla Dea, l'agenzia americana di lotta contro il traffico di stupefacenti. Un esperto intervistato dalla radio ha inoltre parlato di "contropartita politica" con possibile amnistia per i guerriglieri che hanno collaborato.
Per l'emittente elvetica l'operazione militare raccontata ai media dalle autorità colombiane potrebbe essere stata in realtà una messa in scena. Alcuni elementi di questa versione ed in particolare l'assenza di intoppi e la mancata diffusione di un filmato dell'operazione sarebbero sospetti, afferma la radio. Questa versione - aggiunge - consente inoltre al presidente colombiano Alvaro Uribe di apparire fedele alla sua linea intransigente nei confronti delle Farc. Il ministro della Difesa, Juan Manuel Santos, aveva spiegato mercoledì che la liberazione degli ostaggi è stata il frutto dell'infiltrazione di un agente segreto che ha organizzato un finto trasferimento dei 15 ostaggi. Sia il governo francese sia l'esercito colombiano, per bocca del comandante dell'esercito Freddy Padilla, che ha coordinato personalmente l'operazione ‘Scacco' per liberare Betancourt, hanno negato decisamente di aver pagato le Farc. (S.B.)
 "Non avendo partecipato a questa operazione, noi non abbiamo partecipato alle sue modalità di finanziamento, se ci sono state modalità di finanziamento", ha detto il portavoce del ministero degli esteri francese Eric Chevallier.
Dal canto suo, il generale Ziv, ex direttore delle operazioni speciali dell'esercito israeliano e oggi consulente militare free-lance, ha spiegato in un'intervista al giornale brasiliano ‘O Globo' che alla progettazione dell'operazione per liberare gli ostaggi hanno collaborato quattro ufficiali della riserva israeliani, addestrando per oltre un anno militari colombiani.
La stampa israeliana ha scritto che le forze colombiane hanno avuto a disposizione aerei senza pilota fabbricati nello Stato ebraico e sofisticate apparecchiature di ascolto giunte da Israele. Shlomo Dror, portavoce del ministero della Difesa israeliano, ha puntualizzato che il contributo israeliano "c'é stato, ma a livello solo privato, senza intervento del governo".