G. Rizzo sorpreso dalla lettera di Elio
Cara Laura,
i sordi sono quelli che non vogliono sentire e i veri ciechi sono quelli che non vogliono vedere.
Mi riferisco al sig. Elio di Brooklyn che si permette di chiamarla "caparbietta" accusandola anche di far perdere credibilità al giornale per aver pubblicato la lettera del 15 giugno, secondo lui scritta da lei ma in realtà scritta da me, G. Rizzo.
Tutto ciò mi sorprende perché io ho esposto le mie idee con senso di rispetto verso tutti, compresi gli italiani che abitano in Italia. Invocando anche leggi che li salvaguardano e che ancora oggi i vari governi stentano a fare. È anche vero che ogni essere umano ha il diritto di vivere dove megllio crede, nessuno può fermare l'emigrazione! Non l'ha fermata l'America, non la può fermare l'Italia o nessuna altra nazione perché i confini dei Paesi li hanno fatti l'uomo con le sue sue sporche politiche.
Il sig. Elio non risponde e non attacca il contenuto della mia lettera, attacca lei atteggiandosi di saper indovinare chi l'ha scritta. Vuole essere un Nostredamus estemporaneo? Poveri noi se lo fosse!
Cara sig. Laura, mi addolora che la gente giudichi e pensi con tanta leggerezza e tanto egoismo. Dove è andato a finire il detto "Italiani brava gente"? E ancora "popolo di civiltà, di ingegno e arte"? Nel ringraziandola per la sua stima la saluto con ogni rispetto,
G. Rizzo
Caro signor Rizzo, il signor Elio non ha attaccato né risposto al contenuto della sua lettera perché diceva il Vangelo. Da vigliacco, ha preferitosvicolare e attaccare la sottoscritta. Non si preoccupi per me, la cosa non mi ha scalfita minimamente, anzi le confesso che mi ha fatto sorridere. E le assicuro che per Elio anche questa lettera l'ho scritta io...
Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
55 Bergenline Ave., Westwood, N.J., 07675
Teme che l’amico abbia problemi con l’alcol
22-11-2008
Teme che il figlio possa perdere la famiglia
18-11-2008
16-11-2008








