Dall'Italia

Omicidio Raciti. Anche Speziale a giudizio. Ora sono due gli imputati

di Mimmo Trovati

08-07-2008

CATANIA. Sarà processato per concorso in omicidio Antonino Speziale, il giovane accusato di aver ucciso il 2 febbraio del 2007 l'ispettore di polizia Filippo Raciti durante gli scontri in occasione del derby Catania-Palermo. Lo ha deciso il gup del tribunale per i minorenni etneo Francesco Monaco, accogliendo la richiesta del pm Angelo Busacca e respingendo la richiesta di applicazione della legge Pecorella perché, a parere del giudici, non ne esistono i presupposti. L'eccezione era stata presentata dall'avvocato Giuseppe Lipera, che aveva chiesto al giudice per l'udienza preliminare di "disporre l'archiviazione coatta" in "applicazione della legge Pecorella disattesa dalla procura della repubblica per i minorenni di Catania".
Secondo il legale, il pm avrebbe dovuto "avanzare la richiesta di archiviazione visto che la corte di cassazione, il 29 aprile scorso, ha annullato senza rinvio l'ordine di arresto di Speziale, pronunciandosi così in ordine alla insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza".
Tesi non condivisa dalla procura e dal gup Monaco e contro la quale i legali dell'imputato hanno annunciato ricorso in cassazione, che non fermerà il processo. Speziale sarà giudicato dal tribunale per i minorenni perché all'epoca dei fatti non era maggiorenne. La prima udienza del processo si terrà il prossimo 30 settembre.
La notizia del suo rinvio a giudizio "non ha procurato alcuna emozione" alla vedova dell'ispettore, Marisa Grasso, perché, spiega, "c'è tutta la vita per attendere la giustizia legale".
La vedova Raciti si dice "amareggiata per non avere visto cambiamenti nel mondo del calcio". "L'unico cambiamento che ho visto - sottolinea - è stato a casa mia, totale e radicale, con la morte di mio marito e del padre dei miei figli".
Per la morte dell'ispettore Raciti è stato già rinviato a giudizio, dal gip distrettuale, il ventunenne Danilo Micale. Il processo comincerà il 19 settembre prossimo davanti alla prima corte d'assise. Entrambi continuano a proclamarsi innocenti. Secondo l'accusa i due imputati, che non si conoscevano, durante i violenti scontri al Massimino, avrebbero lanciato un sottolavello in lamiera contro l'ispettore di polizia procurandogli una lesione al fegato che sarebbe ‘esplosa' alcune ore dopo con un'emorragia letale per Raciti. Sia Speziale sia Micale si sono riconosciuti nei filmati in cui si vedono con il sottolavello in mano ma entrambi negano di averlo lanciato contro le forze di polizia. Il maggiorenne sostiene di avere "soltanto appoggiato la mano sul lamierino", mentre Speziale afferma di averlo lanciato in alto e non avere colpito alcuno. Tesi confermata dall'altro imputato che ricorda di "non avere visto nessuno" all'ingresso della curva nord. Le immagini agli atti dell'inchiesta hanno un ‘buco' di pochi secondi perché le telecamere di sicurezza sono ‘imballate' dal muro di cinta della curva nord e manca la ‘visione' dell'impatto tra il lamierino e l'ispettore di polizia. Per l'accusa c'è stato, per la difesa no. E su questo scontro si concentreranno i due processi, che seguiranno binari paralleli.
Micale seguirà il processo in stato di libertà perché il tribunale del riesame ha annullato l'ordine di arresto emesso dal gip nei suoi confronti. Speziale è invece attualmente detenuto in un centro di recupero dove sta scontando la condanna a due anni e sei mesi di reclusione per resistenza aggravata a pubblico ufficiale per gli scontri al Massimino. Contro questa sentenza è stato presentato ricorso e il processo di secondo grado comincerà venerdì prossimo davanti alla corte d'appello per i minorenni di Catania.

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