Cultura

Un detective dal sangue italiano/ Intervista a Carmine Giovinazzo, interprete di CSI New York

di Mary Giuffrè

12-07-2008

Intervista a Carmine Giovinazzo, interprete di CSI New York
Un detective dal sangue italiano
di Mary Giuffrè

ROMA. Il detective Danny Messer di CSI New York è Carmine Giovinazzo, un giovane attore di Port Richmond, nato e cresciuto in una famiglia di ufficiali di Polizia della NYPD.


A vederlo tutto fa pensare che sia un ragazzetto americano, ma il cognome tradisce le sue origini. Carmine, infatti, ha sangue calabrese, da parte del padre. E' un italoamericano di seconda generazione, ma gli basta metter piede a Roma, in occasione del Roma Fictionfest 2008, per riprendere in mano le sue origini: "Sono italiano, calabrese! Mi chiamo Giovinazzo, come il paese della Puglia".
Siamo andati ad intervistarlo. Carmine, malgrado l'afa di luglio e le notti brave per la Capitale, non perde la sua voglia di scherzare e con un ironico sorrisetto sulle labbra, dichiara di avere il fascino dell'uomo italiano e di amare la nostra cucina.


-Da tanti anni, fai parte del cast di CSI, non hai paura di rimanere imprigionato nel tuo ruolo?
No, perché prima di superare il provino per CSI, ero disoccupato, quindi ora, va anche bene rimanere bloccato dentro Danny Messer.
-Prima di fare l'attore eri un giocatore di baseball professionista, ma dopo hai un avuto un incidente che ti ha danneggiato seriamente la spalle, se questo non fosse successo, oggi avresti continuato la carriera sportiva?
Assolutamente si, purtroppo, l'incidente ha cambiato la mia vita. Avevo delle grandi qualità come giocatore  ed avrei sicuramente continuato questa professione.
-Oltre ad appartenere ad una famiglia di poliziotti, alcuni tuoi  cugini come Buddy, Rick Giovinazzo e Larry Romano, sono attori: questo ti ha influenzato nella scelta recitativa?
Si, in realtà, Larry mi ha suggerito di seguire questa strada. Mi ha detto di iniziare a fare provini e dopo per fortuna sono stato scelto per il ruolo in CSI New York.
- In cosa ti senti italoamericano?
Nella passionalità, nell'energia, ma anche nel fascino dell'uomo italiano.
-Quanto c'è di Danny Messer  in te e quanto di lui in Carmine?
Diciamo che molto del mio personaggio è in me e viceversa. Saremmo schizofrenici se non ci fosse qualcosa dei nostri personaggi in noi, dopo cinque anni è inevitabile.
-Hai trascorso cinque giorni a Roma, in giro per i locali notturni, ti sei divertito? Hai trovato una fidanzata?
Sono in cerca dell'anima gemella, ma dopo Roma, spero di sistemarmi. Si, mi sono divertito, ma non sono uno sciupa femmine...non ho ancora trovato la donna giusta, ma la sto cercando.
-Che lavoro hai fatto prima di fare l'attore?
Lo spogliarellista! Questo era positivo perché la sera mi  spogliavo e di giorno andavo a fare i provini. Sto scherzando! Ti prego non scrivere...
- Cosa ti piace dell'Italia?
Il cibo, adoro mangiare italiano.
- Nella tua famiglia, tuo padre cucinava italiano?
No, non era capace, ma qualche volta, quando ero piccolo, dato che noi avevamo un deli, ovvero una sorta di macelleria, negozio di alimentari, allora ci provava. A me faceva molto piacere. Il suo piatto preferito erano uova e patate.
- Oltre a recitare, dipingi quadri?
Si, uno dei miei quadri è anche apparso in CSI. Inoltre, ho una band. Adoro scrivere canzoni e suonare la chitarra.
- Che rapporto c'è tra te e i tuoi colleghi?
Ottimo. Con A.J. Buckey (Adam Ross ndr) e Eddie Cahill  (Don Flack ndr) siamo amici e fuori dal set ci frequentiamo.
- Continuerai a lavorare in una serie televisiva o vorresti lavorare anche al cinema?
Si, sono alla continua ricerca di cose diverse. Ho scritto un film che parla di un gruppo di amici di New York e da sei anni spero di realizzarlo. Quindi, non mi dispiacerebbe poter lavorare anche al cinema.

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