La politica

Sicurezza. Il Senato approva il decreto Maroni

24-07-2008

Il Senato ha approvato con 161 voti a favore, 120 contrari e otto astenuti la conversione definitiva in legge del decreto sulla sicurezza, accogliendo le modifiche apportate dalla Camera il 16 luglio sulla contestata norma blocca processi, che scompare. La terza lettura del provvedimento ha ottenuto il voto favorevole della maggioranza, il voto contrario del Pd e dell' Idv e l'astensione dell' Udc.

"Finalmente una svolta storica per la tutela e la sicurezza dei cittadini dopo l'impotenza della sinistra". E' il commento del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, dopo l'approvazione al Senato in via definitiva del decreto sicurezza, ora diventato legge. "Abbiamo approvato un decreto che inasprisce le norme contro i clandestini, contro la mafia, contro chi guida in stato d'ebbrezza o sotto l'effetto di droghe e che rende più rapidi i processi per i reati di più grave allarme sociale, mentre include per gli immigrati l'aggravante di clandestinità. Il governo e la maggioranza - ha aggiunto - stanno così concludendo in maniera molto positiva al servizio dei cittadini questa prima fase di attività dell'esecutivo e del Parlamento con l'approvazione in tempi molto rapidi di misure che subito tutti i cittadini potranno apprezzare".


Rinvio di 18 mesi dei processi 'meno gravi'; elenco dei procedimenti penali che dovranno essere trattati prima degli altri; uso dell'esercito per garantire la sicurezza nelle strade; articolo 416-bis anche per le mafie straniere; aggravante della clandestinità. Sono queste le principali nuove norme contenute nel decreto sicurezza che il Senato ha oggi convertito definitivamente in legge. Il provvedimento era stato approvato dal primo Consiglio dei ministri di Napoli, il 21 maggio. Aveva avuto una prima lettura al Senato, durante la quale era stata inserita la norma 'blocca processi', contestata dall'opposizione e criticata anche dal Quirinale. Il testo era stato quindi modificato nel corso dell'esame di Montecitorio, cancellando di fatto lo stop ai processi penali. Quindi, il via libera di oggi a Palazzo Madama.

CORSIA PREFERENZIALE PROCESSI - Ogni ufficio giudiziario dovrà stilare, alla luce della direttiva del governo, un elenco dei processi che avranno corsia preferenziale nella formazione dei ruoli di udienza. E di queste priorità individuate, i capi degli uffici dovranno informare Csm e ministero della Giustizia.

I PROCESSI CHE HANNO LA 'PRECEDENZA' - Passano in secondo piano tutti i processi che sono stati colpiti dall'indulto, che riguardano cioé reati commessi fino al 2 maggio 2006. Mentre dovranno essere celebrati subito i processi che prevedono il rito per direttissima, quelli con imputati detenuti e quelli che riguardano reati più gravi come mafia e terrorismo, incidenti sul lavoro, circolazione stradale, immigrazione clandestina. E quelli che hanno una pena superiore ai 4 anni. In più, i capi degli uffici giudiziari, nell'individuare i criteri di rinvio, dovranno tener conto della "gravità e della concreta offensività del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l'accertamento dei fatti, nonché dell'interesse della persona offesa".

RINVIO E PRESCRIZIONE - Il rinvio non potrà superare i 18 mesi e sospende i termini di prescrizione. Non potrà essere disposto se l'imputato si oppone e se è già stata chiusa la fase del dibattimento. Gli elenchi delle priorità disposti dai singoli Capi degli uffici dovranno essere comunicati al Csm e al Guardasigilli che esprimerà la sua valutazione in sede di relazione annuale alle Camere sull'amministrazione della Giustizia. La parte civile potrà rifarsi in sede civile. In questo caso i termini a comparire saranno ridotti della metà e il giudice dovrà dare la precedenza.

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA - Tra i processi prioritari rientrano anche quelli per i reati relativi all'ingresso illegale in Italia (nel testo precedente non erano previsti). PATTEGGIAMENTO ALLARGATO - Per i processi colpiti da indulto si potrà ricorrere al patteggiamento, sempre che siano ancora in primo grado, e anche se sono scaduti i termini. Potrà essere chiesto anche se era già stato respinto in precedenza.

USO ESERCITO - Il ministro dell'Interno, di concerto con quello della Difesa e sentito il premier, potrà ricorrere all'uso delle forze armate fino a 3.000 unità e per non più di sei mesi ogni volta che individuerà delle emergenze.

PENE PIU' SEVERE SE IDENTITA' E' FALSA - Inasprite le pene per chi dichiara una falsa identità a un pubblico ufficiale: reclusione da uno a 6 anni (il massimo era 3 anni). Introdotta la stessa pena anche per chi, per impedire l'identificazione, "altera parti del proprio o dell'altrui corpo".

CAMBIA 416-BIS, CONDANNE PIU' DURE E SI 'APRE' A STRANIERI - Aumentano di due anni le pene per l' associazione mafiosa e si estende il reato anche alle 'organizzazioni' straniere.

PRECEDENZA PER INFORTUNI SUL LAVORO - Nella formazione dei ruoli d'udienza i tribunali dovranno dare "priorità assoluta" ai reati commessi in violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

CARCERE PER CHI AFFITTA A CLANDESTINI - Reclusione da sei mesi a tre anni per chi dà alloggio, "al fine di trarne ingiusto profitto", a immigrati clandestini. Prevista anche la confisca della casa. Inasprite le pene per chi dà lavoro a stranieri senza permesso di soggiorno.

STRETTA CONTRO UBRIACHI AL VOLANTE - Modifiche al codice penale con la previsione di una pena da 3 a 10 anni per l'automobilista ubriaco o drogato che causa incidenti mortali, con revoca della patente. Prevista anche la confisca dell'auto.

L'AGGRAVANTE CLANDESTINITA' - Pene aggravate di un terzo se a compiere reato è un soggetto presente illegalmente in Italia.

ERGASTOLO PER CHI UCCIDE PUBBLICO UFFICIALE - Introdotta l'aggravante che comporta l'ergastolo nel caso di omicidio di un ufficiale di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria.

LOTTA A CONTRAFFAZIONE - Sono introdotte norme specifiche in materia di distruzione delle merci contraffate sequestrate.

ESPULSIONI PIU' FACILI PER STRANIERI - Si ampliano i casi di espulsione su ordine del giudice per gli stranieri condannati. Sarà espulso chi è condannato a più di due anni di reclusione (prima era 10 anni). Obbligatorio l'arresto dell'autore, anche se non c'é flagranza, e si procede con rito direttissimo.

NO GRATUITO PATROCINIO PER CONDANNATI MAFIA - I mafiosi già condannati non potranno più avvalersi del gratuito patrocinio.

PIU' COINVOLGIMENTO SINDACI E POLIZIE LOCALI - Per la sicurezza si danno più ampi poteri ai sindaci che potranno, per alcune misure, non rivolgersi ai prefetti; la polizia di Stato dovrà coordinarsi anche con le polizie comunali e provinciali.

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