La città

Albany. Paterson; "Argineremo il debito". Il ponte di Brooklin in vendita per sanare il bilancio di New York

31-07-2008

LA CRISI che ha messo in ginocchio l'economia degli Stati Uniti ha convinto il governatore di New York, David Paterson, a correre ai ripari con un piano di privatizzazioni che comprende anche monumenti simbolo. Nell'elenco dei gioielli in vendita ci sarebbe perfino il ponte di Brooklyn.  
È una prospettiva su cui il governatore democratico sta lavorando seriamente, tanto che nella riunione del parlamento di Albany di martedì, convocata d'urgenza, Paterson si è detto convinto della possibilità di vendere strade, ponti e tunnel ai migliori offerenti pur di arginare il debito di 21,5 miliardi di dollari nel bilancio dello Stato. La speranza è quella di guadagnare abbastanza per colmare il cospicuo deficit accumulato durante questi ultimi mesi di rallentamento economico, a cui neppure Wall Street è in grado di sottrarsi.  "Non possiamo più attendere che i problemi si risolvano da soli - ha detto Paterson - queste situazioni richiedono un intervento, e oggi vi prometto che un intervento ci sarà".
La riscossione delle tasse sugli utili da parte delle 16 banche più grandi dello Stato di New York, a giugno 2007, si aggirava intorno ai 173 milioni di dollari, lo scorso mese si è abbassata del 97%, toccando appena i 5 milioni. Se il disavanzo economico è cresciuto del 22% in tre mesi, ha commentato Paterson, New York non può restare a guardare. Occorrono tagli di bilancio, più netti di quelli richiesti all'inizio dell'insediamento del governatore la primavera scorsa, e una riduzione della forza lavoro.  
Il 19 agosto prossimo, Paterson porterà al tavolo dei legislatori anche la sua proposta di fissare un tetto massimo del 4% l'anno per la tassa di proprietà scolastica. Il governatore ha inoltre promesso a Sheldon Silver, l'assemblyman democratico che presiede l'Assemblea di New York, di aumentare i sussidi per il riscaldamento delle abitazioni, così come richiesto in passato. Ma Silver ha commentato freddamente: "Se il nostro intento è quello di chiedere alle famiglie dei lavoratori di accollarsi il peso di certi tagli, dobbiamo prima garantire loro che i cittadini più influenti di New York condividano quel peso".  
La "vendita" delle proprietà dello Stato non è una novità negli  Stati Uniti: era già stata impiegata durante altri tempi duri per l'economia americana e, anche allora, era stata ampiamente condannata dai supervisori del bilancio. Il caso più noto è quello dell'ex governatore di New York Mario Cuomo, che nel 1991 vendette il carcere di Attica a un ente statale semi-indipendente raccogliendo, per il bene di New York, 200 milioni di dollari.