Albany. Paterson; "Argineremo il debito". Il ponte di Brooklin in vendita per sanare il bilancio di New York
LA CRISI che ha messo in ginocchio l'economia degli Stati Uniti ha convinto il governatore di New York, David Paterson, a correre ai ripari con un piano di privatizzazioni che comprende anche monumenti simbolo. Nell'elenco dei gioielli in vendita ci sarebbe perfino il ponte di Brooklyn.
È una prospettiva su cui il governatore democratico sta lavorando seriamente, tanto che nella riunione del parlamento di Albany di martedì, convocata d'urgenza, Paterson si è detto convinto della possibilità di vendere strade, ponti e tunnel ai migliori offerenti pur di arginare il debito di 21,5 miliardi di dollari nel bilancio dello Stato. La speranza è quella di guadagnare abbastanza per colmare il cospicuo deficit accumulato durante questi ultimi mesi di rallentamento economico, a cui neppure Wall Street è in grado di sottrarsi. "Non possiamo più attendere che i problemi si risolvano da soli - ha detto Paterson - queste situazioni richiedono un intervento, e oggi vi prometto che un intervento ci sarà".
La riscossione delle tasse sugli utili da parte delle 16 banche più grandi dello Stato di New York, a giugno 2007, si aggirava intorno ai 173 milioni di dollari, lo scorso mese si è abbassata del 97%, toccando appena i 5 milioni. Se il disavanzo economico è cresciuto del 22% in tre mesi, ha commentato Paterson, New York non può restare a guardare. Occorrono tagli di bilancio, più netti di quelli richiesti all'inizio dell'insediamento del governatore la primavera scorsa, e una riduzione della forza lavoro.
Il 19 agosto prossimo, Paterson porterà al tavolo dei legislatori anche la sua proposta di fissare un tetto massimo del 4% l'anno per la tassa di proprietà scolastica. Il governatore ha inoltre promesso a Sheldon Silver, l'assemblyman democratico che presiede l'Assemblea di New York, di aumentare i sussidi per il riscaldamento delle abitazioni, così come richiesto in passato. Ma Silver ha commentato freddamente: "Se il nostro intento è quello di chiedere alle famiglie dei lavoratori di accollarsi il peso di certi tagli, dobbiamo prima garantire loro che i cittadini più influenti di New York condividano quel peso".
La "vendita" delle proprietà dello Stato non è una novità negli Stati Uniti: era già stata impiegata durante altri tempi duri per l'economia americana e, anche allora, era stata ampiamente condannata dai supervisori del bilancio. Il caso più noto è quello dell'ex governatore di New York Mario Cuomo, che nel 1991 vendette il carcere di Attica a un ente statale semi-indipendente raccogliendo, per il bene di New York, 200 milioni di dollari.












