Terrorismo. Antrace. Suicida lo scienziato al centro dei sospetti
NEW YORK. Suonava l'organo nella chiesa di St.John The Evangelist a Frederick in Maryland, scriveva lettere di fuoco in difesa dei valori cristiani al giornale locale Frederick News-Post. Giocoliere dilettante nel tempo libero e nella vita uno dei più illustri scienziati americani di bio-guerra, Bruce Ivins (nella foto sopra) si è portato nella tomba i segreti del giallo dell'antrace.
Ivins si è tolto la vita martedì scorso con una overdose di Tylenol e codeina dopo aver appreso che stava per essere incriminato per la catena letale di lettere al carbonchio che nell'autunno 2001 gettarono nel panico l'America.
"Era innocente, la vittima di una campagna di voci", ha detto il suo avvocato Paul Kemp, ma i procuratori volevano chiedere nei suoi confronti la pena di morte, ha indicato il Dipartimento della Giustizia confermando che lo scienziato era diventato il bersaglio centrale dell'inchiesta.
Autore di studi fondamentali sulle conseguenze dell'inalazione dell'antrace, lo scienziato aveva 62 anni, da dieci anni era al lavoro su un vaccino contro il carbonchio e cinque anni fa aveva ricevuto la più alta onorificenza del Pentagono per il servizio civile.
Il presidente George W. Bush é stato informato e sta seguendo gli sviluppi dell'inchiesta, ha detto la portavoce Dana Perino. Esperto microbiologo impiegato da tre decenni nei laboratori dell'esercito a Fort Detrick in Maryland, Ivins aveva inizialmente collaborato con l'Fbi aiutando ad analizzare la finissima polvere di spore che in quell'autunno di paura dopo le stragi dell'11 settembre aveva ucciso cinque persone, mandato in ospedale altre 17 dalla Florida al Connecti-cut, paralizzando per mesi il sistema postale e fermando a singhiozzo i lavori del Congresso.
Il Dipartimento della Giustizia non ha ancora deciso se chiudere il caso: non è ancora certo se Ivins ha agito da solo né finora è emerso un movente della catena di bio-attentati.
Poco meno di un mese fa il governo americano aveva accettato di pagare un risarcimento di 5,8 milioni di dollari a un collega e vicino di casa dello scienziato, il microbiologo Steven Hatfill, messo alla gogna sette anni fa come "persona di interesse" e additato dall'allora ministro della giustizia John Ashcroft come il potenziale mittente delle lettere killer.
L'attenzione si era però spostata su Ivins nel 2006, quando il capo dell'Fbi Robert Mueller aveva cambiato il timone dell'indagine: i nuovi investigatori capo Vincent Lisi e Edward Moontooth avevano riesa-minato piste abbandonate e fatto analizzare le proprietà genetiche delle spore: i nuovi sforzi avevano portato al laboratorio dello scienziato.
Avevano destato sospetti anche alcuni comportamenti inusuali di Ivins nei sei mesi successivi ai bio-attentati: lo scienziato non aveva denunciato casi di contaminazione da spore dell'antrace fuori dalle aree blindate del centro di ricerca dove lavorava.
Ivins aveva dato di nuovo segni di stranezza dopo il risarcimento di Hatfill. Era stato internato in un ospedale psichiatrico per una grave depressione e aveva confidato a un terapista che stava pensando al suicidio.












