Dagli USA

Bill Clinton torna a fare l'ambasciatore globetrotter

di Alessandra Baldini

04-08-2008

NEW YORK. Finita la stagione delle primarie Bill Clinton torna a fare l’ambasciatore globetrotter della sua fondazione umanitaria ma il rancore per la sconfitta contro Barack Obama non è ancora acqua passata.
In 45 minuti di intervista con il Washington Post, che lo ha inseguito in Ruanda, l’ex capo della Casa Bianca ha riservato al rivale di sua moglie Hillary solo due tiepidi elogi: “intelligente” e “un buon politico”.
E ha aggiunto, rivelando di aver una voglia matta di levarsi tanti sassolini dalla scarpa: “Il prossimo anno, quando tu e io e tutti gli altri saremo più liberi di parlare, potremo finalmente raccontare la verita”.
A dispetto dell’impegno di Hillary a far campagna per Obama, da quando è finita la battaglia delle primarie Bill Clinton ha incontrato soltanto una volta il senatore che nel gennaio 2009 potrebbe ereditare la sua scrivania nell’Oval Office.
Il fatto é che la compagna di Obama ha messo Clinton all’indice - scrive il Washington Post - tant’é che l’ex presidente, il politico democratico di maggior successo della sua generazione, è tenuto del tutto all’oscuro di fatti fondamentali della campagna del suo partito, ad esempio se e quale ruolo avrà alla Convention di Denver a fine mese.
È anche per questo che Bill ha ripreso il ruolo di ambasciatore globetrotter della sua Clinton Global Initiative: l’obiettivo dell’ultima missione in Africa - seguita passo passo dalla figlia Chelsea e da una troupe di documentaristi pagati dall’amico di Hollywood Steve Bing - è il primo passo di una riabilitazione giocata sul prestigio di statista a livello internazionale.
Più di Hillary è Bill che è uscito dalla stagione delle primarie con le ossa rotte a livello di immagine, ma tra i clintoniani della prima ora l’ex portavoce delle primarie Howard Wolfson ha invitato a non considerare l’ex presidente un uomo finito politicamente.
“Se c’é una cosa che abbiamo imparato negli ultimi 20 anni é di non considerarlo mai fuori dai giochi”, ha detto Wolfson, e così anche Mark Penn, l’ex stratega della moglie: “Non per nulla lo chiamano il comeback kid”, il combattente capace di qualsiasi rimonta.