Sicurezza a Roma. I militari lontani dalla zona turistica
ROMA. Tuta mimetica, basco e anfibi. Alcuni imbracciano il fucile, altri la pistola. Dopo tante parole, tanti annunci e polemiche, eccoli i militari schierati nella capitale. Lontani dal cuore storico-turistico, distanti dai Fori Imperiali, Piazza di Spagna e Colosseo, risultato questo di un braccio di ferro tra le istituzioni locali - sindaco Alemanno in testa - e il governo. Ma teatro della protesta, pacifica e incisiva, dei Collettivi giovanili, è stato proprio il centro storico: davanti ai tanti turisti è stato srotolato uno striscione, nei pressi dell'Anfiteatro Flavio, con uno slogan efficace: "Free Rome". E per domani la protesta continuerà con volantini in inglese per spiegare che "in Italia non c'é democrazia". Intanto lontano dai monumenti i Lancieri di Montebello, gli uomini della Folgore e i Granatieri di Sardegna si erano già schierati davanti a sedi diplomatiche o stazioni e luoghi sensibili. I turisti restano stupiti, qualcuno critica, ma la maggioranza dei romani plaude alla "missione sicurezza".
Loro, i militari, di stanza nella capitale, sentono forte la responsabilità del compito che il ministro della Difesa e quello dell'Interno hanno affidato al piano di impiego delle forze armate. E non si stupiscono se addirittura c'é chi è andato in un bar per poi portargli caffé e brioche. Come è successo ad Emiliana G. dei Lancieri di Montebello, destinata al presidio della stazione della metro Battistini. Lei, Emiliana, é alta ed ha un fisico che ben si presta alla divisa. Sorride sotto un filo di trucco, con i capelli scuri raccolti sulla nuca.
"Molti cittadini si sono fermati per farci i complimenti - racconta - il clima intorno a noi è molto positivo". Emiliana, garbatamente rifiuta la colazione, "in servizio non si può né bere né mangiare". "Finalmente, era ora che arrivasse l'esercito, ora siamo più tranquilli: gli zingari non tenteranno più di scipparmi", dice un'anziana guardando con ammirazione le mimetiche. Ma c'é chi guarda le stesse divise con altri occhi.
"È una cosa ridicola. Sembra di essere in un regime militare: Roma come il Cile", dice un gruppo di autisti della società Tevere, che si occupa delle tratte extraurbane di Roma. Di quartiere in quartiere cambiano gli obiettivi da vigilare e in piazza di San Giovanni in Laterano, davanti alla sede dell'Anp, c'é una camionetta con quattro soldati del secondo battaglione della Folgore di Livorno che proprio non piace ad un anziano turista inglese che, scuotendo la testa, commenta: "sembra di assistere a un teatro di guerra che mi ricorda tempi tristi e lontani".
La moglie però non è d'accordo: "così le nostre vacanze sono più tranquille". E i quattro militari, che hanno lavorato insieme all'estero, in diverse missioni, sembrano impassibili alle critiche. "Siamo qui per garantire sicurezza - dice sorridente Alessandro, 13 anni di missioni all'estero tra Kosovo, Afghanistan e Iraq - certo è che rispetto all'esperienza irachena questa è una passeggiata. Ma questa è la nostra nuova missione, proteggere la gente è il nostro mestiere e siamo contenti di essere qui".
Federalismo. Berlusconi. L'ICI non tornerà.
07-09-2008












