La politica

Sicurezza. Maroni ai sindaci cosi potete intervenire

05-08-2008

ROMA. Tutela della pacifica convivenza in città, e difesa contro le minacce all'integrità fisica dei cittadini, intesa in senso lato come sanità, qualità urbana e vita quotidiana dei cittadini. Situazioni cioé che possono rappresentare un pericolo per l'intera cittadinanza o arrecare un danno ad uno o più soggetti. Sarebbero queste le definizioni, secondo indiscrezioni, contenute nei provvedimenti di attuazione del decreto sicurezza del ministro dell'Interno Maroni, e di cui oggi ne discuterà con i rappresentanti dell'Anci, l'associazione dei comuni italiani.
Il decreto di attuazione delimiterà quindi l'area di intervento da parte dei sindaci, che potranno emanare provvedimenti urgenti e non provvisori a tutela della sicurezza nella loro città, naturalmente nell'ambito di quanto è previsto dallo stesso decreto sicurezza: dovranno per esempio comunicare al prefetto in via preventiva le loro ordinanze. Ma tra le aree di intervento, ci saranno sicuramente i fenomeni della prostituzione nelle strade, come anche dell'accattonaggio o dello spaccio di droga. Sindaci forse non proprio sceriffi, ma sicuramente sempre più primi responsabili della politica di sicurezza urbana.
Favorevoli al decreto i sindaci, ma i loro rappresentanti dell'Anci oggi probabilmente chiederanno più risorse per poter garantire questo aumentato ruolo. Ed ampia è stata la richiesta di intervento da parte dei primi cittadini, che finora hanno emanato ordinanze, anche le più diverse, su temi legati alla sicurezza, comprendendo il divieto di accattonaggio come anche di lavare i vetri alle auto ferme ai semafori, o l'aumento delle multe per arginare la prostituzione in strada.
L'ultimo sindaco finito sui giornali per una ordinanza in tema di sicurezza è stato quello di Novara, il leghista Massimo Giordano, che ha vietato di fermarsi in alcuni parchi e giardini in più di due persone dalle 23,30 alle 6 del mattino. Chi sgarra verrà punito con multe da 25 a 500 euro. Ma prima di lui innumerevoli gli interventi a tutela della sicurezza, come quelli contro l'accattonaggio, a Venezia nei giorni scorsi, ad Assisi in primavera e in tante altre città, con ordinanze contro i parcheggiatori abusivi, contro i mendicanti stesi in terra, contro i lavavetri, o le prostitute sulle strade.
Peraltro la prima fu Firenze con un provvedimento anti-lavavetri, ribadito nei giorni scorsi con l'approvazione di un regolamento municipale che recepisce anche una serie di divieti, come quello di bivaccare per le strade, sempre nell'ottica di fermare il degrado.
Il decreto sicurezza approvato dal governo lo scorso 23 luglio prevede che i sindaci dovranno comunicare il testo del provvedimento preventivamente al prefetto, il quale, peraltro, se verifica inerzia da parte dell'amministratore locale, può intervenire direttamente al suo posto.
È prevista poi una più stretta forma di collaborazione tra le polizie locali, quelle provinciali e le forze dell'ordine dello Stato, per un "piano coordinato di controllo del territorio".