Dal Mondo

Uno squardo all'Ossezia del sud

09-08-2008

TBILISI (GEORGIA). L'Ossezia del Sud è, come l'Abkhazia, un piccola regione separatista filorussa che ha proclamato l'indipendenza dalla Georgia all'inizio degli anni '90, e l'ha difesa con le armi.

E' grande circa 3.900 km2 - poco più della provincia di Siena - e si estende sul versante meridionale del Caucaso, un centinaio di km a nord di Tbilisi. Capoluogo è Tskhinvali.

Ha 70.000 abitanti. La maggioranza della popolazione è etnicamente distinta dai georgiani e parla una propria lingua, imparentata con il Farsi.

Circa due terzi delle entrate annuali nel bilancio della regione (di circa 20 milioni di euro) vengono da Mosca. La moneta corrente é il rublo russo. Gazprom, il gigante russo dell'energia, sta costruendo gasdotti e infrastrutture per rifornire direttamente l'Ossezia del Sud.

Il conflitto inizia alla fine del 1990 quando l'Ossezia del Sud si autoproclama 'Repubblica sovietica', decisione respinta dal parlamento georgiano (a sua volta in lotta per l'indipendenza dall'Urss) che decreta la dissoluzione di questa regione autonoma. Il 7 gennaio 1991 il presidente sovietico Mikhail Gorbaciov annulla i decreti di Tbilisi e invia rinforzi alle truppe sovietiche schierate in Ossezia Sud dove nazionalisti osseti e georgiani si affrontano con le armi. Il 19 gennaio 1992 le forze separatiste ossete sconfiggono quelle georgiane; gli osseti con un referendum scelgono l'indipendenza e la riunificazione con l'Ossezia del Nord, territorio parte della Federazione di Russia. Nel giugno 1992, dopo due anni di guerra e migliaia di morti, è concordato un cessate il fuoco e viene schierata una forza di interposizione di 500 uomini (russi, georgiani e nord osseti) che deve mantenere lo statu quo. Continuano però gli incidenti, Tbilisi accusa i 'peacekeeper' russi di sostenere i separatisti, Mosca nega. Nell'agosto 2004 ci sono gravi scontri con numerosi morti sia sud osseti sia georgiani. Nel 2005 il presidente georgiano Mikhail Saakashvili propone alla regione ampia autonomia, ma il 'presidente' sud osseto Eduard Kokoity ribadisce la rivendicazione di indipendenza.