La comunità

Brooklyn.Via alle celebrazioni per Santa Rosalia

di Antonino Ciappina

23-08-2008

Una vera esplosione di folla alla Festa di Santa Rosalia, che ier l'altro abbiamo annunciato su queste colonne e che s'è puntualmente aperta giovedì 21 agosto, giornata in cui ricorreva la commemorazione di San Giuseppe Sarto, salito al soglio di Pietro nel 1903, ricordato come San Pio X, nato nel 1835, morto1914.
Ed effettivamente l'afflusso di folla era come ad una festa pontificale, a che se, si permetta il traslato, la festa era ancora senza "pontefice": il "Grand Marshall". Nel segnalare la festa, noi s'era cercato di dare un po' tutti i dettagli, con persino il nome della reginetta: Rosamaria Parrelli, che giovedi sera è mancata all'appello al Colosseo, ristorante in cui s'è tenuta la cerimonia ufficiale del via alle celebrazioni; quasi pleonastico dire che le bancarelle, archeggiati, luminarie costeggiavano senza soluzione di continuità la 18.a Avenue, cuore di Bensonhurst; l'epicentro della "Little Italy" di Brooklyn.
Tra i tanti chioschi e chioschetti, non mancava quello d'una indovina-ventura, che in alto all'imbocco della sua piccola edicola aveva il nome " Sister Lee Psychic"; ha declinato l'invito d'essere fotografata. Accanto alla sua edicola spiccavano in bella mostra dei berretti con su scritto "Italia" e ve n'erano di bianchi, tricolori italiani: bianco,rosso, verde; ed americani: bianco, rosso, blu.  
Simpaticissime alcune scritte su magliette e canottiere italiane; su una spiccava "Italian Princess" e, come molti lettori e lettrici ricorderanno, Rosalia apparteneva a famiglia nobile, normanna; quasi figlia di re, votatasi al romitaggio ed alla vita mistica, avulsa; contraria a quella della corte. Su un'altra si leggeva: "Italian Girls, le più belle del mondo"; un'altra diceva: "Not only am I perfetct, Ìm Italian too" (Non solo sono perfetto; sono anche italiano). Un'altra ancora diceva: "Hug me, I am Italian" (abbracciamo, sono italiano); ed un'altra ancora: "Italians are like wine; getting old, they improve" (Gli italiani sono come il vino; invecchiando, migliorano).
E c'era veramente da divenire ebbri; ubnriachi, tante le belle ragaze che affollavano la 18.a Avenue,  Christopher Columbus Boulevard (Viale Cristoforo Colombo), dalla 83.a alla 63.a strada; ogni crocevia sbarrato da "cavalli di Frisia"; sbarramenti della polizia, per il totale accesso pedonale al viale, tutto un trionfo viario in onore di Santa Rosalia, la cui statua era in bella mostra davanti all'ingresso della società organizzatrice della festa; v'erano poliziotti a dozzine e diversi agenti ed ufficiali della  polizia - fra di essi alcuni italiani - han voluto farsi fotografare davanti  al simulacro della santa. V'erano due ragazzi-portabandiera: Nicholas Cecere, vessillo italiano; Mark Vodovos, verssillo Usa.
Non occorrerebbe far rilevare che vi erano moltissimi ispanici alla festa, la festa essendo per tutti, con loro in comune il credo cattolico ed anche fieri di poter affermare che fu la Spagna a dare le caravelle a Colombo; quindi spagnolo il merito pratico della scopera dal nuovo mondo, oltre l'ardimento e la sagacia e tenacia del Grande Navarca: Cristoforo Colombo, e l'ispirazione dell'astronomo fiorentino Paolo Del Pozzo Toscanelli, che a Colombo disse; "Il mondo è tondo e le Colonne d'Ercole di Gibilterra non sono la fine del mondo, ma l'anfiteatro del Nuovo Mondo; osa". Osando, ha trovato quelli che son divenuti gli "Usa".
Quali gli ufficiali di polizia ed agenti che han presenziato all'apertura della festa? Capitano John Sprague, capitano Grand, tenente Lavelle, tenente Guercio, agente Agosta ed agente Sparacio. Ogni sera, da giovedi scorso, in apposito palco o tribuna, a poca distanza dall'altare su cui s'erge la statua di Santa Rosalia, dei complessi canoro-musicali echeggiano nell'etere inni sacri e canzoni popolari italiane, italoamericane e anche successi di Broadway.