Non sarà facile conservare la "pura razza italica"
Cara Laura,
riprendo l'argomento, aperto dai signori che qualche giorno fa hanno parlato della necessità di "perpetuare il popolo italico" facendo più figli. Sì, però vorrei riprendere il discorso a partire dal pericolo, paventato dai signori stessi, che la "pura razza italica" venga contaminata dalle altre, a causa degli inarrestabili flussi di immigrazione in entrata nel nostro Paese.
A parte il fatto che questo, a mio avviso, è già avvenuto. Insomma ormai gli italiani sono costretti ad accettare, che piaccia loro o meno, che la razza venga "sporcata". E poi vorrei chiedere a quei signori: cosa vi importa se si mischiano le lingue, il colore della pelle, le usanze, le tradizioni? Negli Stati Uniti questo è già avvenuto da tempo, eppure nessuno si è mai sognato di lamentarsene. E non c'è, oggi, popolo più grande (in senso figurato, ovviamente), di quello americano. L'unico paragone appropriato è quello con un popolo del passato, ossia gli antichi romani. Vorrei ricordare che anche i romani erano un popolo cosmopolita, poliglotta, multiculturale. Perché queste sembrano essere le vere caratteristiche distintive dei grandi popoli. Gli italiani forse sono destinati a rimanere un piccolo popolo, provinciale, chiuso. Però magari riusciranno a conservare la razza! Complimenti!
Ascanio
Accetto l'ironia, ma non credo, Ascanio, che gli italiani (almeno quelli che risiedono in Italia) riusciranno a "conservare la razza", come non ci riusciranno tanti altri popoli. Credo che si stiano aprendo anche loro all'immigrazione e al multiculturalismo, volenti o nolenti!
Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
55 Bergenline Ave., Westwood, N.J., 07675
Teme che il figlio possa perdere la famiglia
18-11-2008
16-11-2008








