I consigli di Laura

Non sarà facile conservare la "pura razza italica"

27-08-2008

Cara Laura,
riprendo l'argomento, aperto dai signori che qualche giorno fa hanno parlato della necessità di "perpetuare il popolo italico" facendo più figli.  Sì, però vorrei riprendere il discorso a partire dal pericolo, paventato dai signori stessi, che la "pura razza italica" venga contaminata dalle altre, a causa degli inarrestabili flussi di immigrazione in entrata nel nostro Paese.
A parte il fatto che questo, a mio avviso, è già avvenuto. Insomma ormai gli italiani sono costretti ad accettare, che piaccia loro o meno, che la razza venga "sporcata". E poi vorrei chiedere a quei signori: cosa vi importa se si mischiano le lingue, il colore della pelle, le usanze, le tradizioni? Negli Stati Uniti questo è già avvenuto da tempo, eppure nessuno si è mai sognato di lamentarsene. E non c'è, oggi, popolo più grande (in senso figurato, ovviamente), di quello americano. L'unico paragone appropriato è quello con un popolo del passato, ossia gli antichi romani. Vorrei ricordare che anche i romani erano un popolo cosmopolita, poliglotta, multiculturale. Perché queste sembrano essere le vere caratteristiche distintive dei grandi popoli. Gli italiani forse sono destinati a rimanere un piccolo popolo, provinciale, chiuso. Però magari riusciranno a conservare la razza! Complimenti!
Ascanio

Accetto l'ironia, ma non credo, Ascanio, che gli italiani (almeno quelli che risiedono in Italia) riusciranno a "conservare la razza", come non ci riusciranno tanti altri popoli. Credo che si stiano aprendo anche loro all'immigrazione e al multiculturalismo, volenti o nolenti! 

Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
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