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Tutti possiamo riuscire ovunque ci troviamo: basta volerlo

28-08-2008

Cara Laura,
lavoro ormai da più di venti anni in questo Paese e ormai ho tantissimo da raccontare della mia vita e delle differenze tra gli Stati Uniti e l'Italia. Me ne rendo conto tutte le sere quando, nel mio ristorante, parlo con i clienti italiani. Mi rendo conto che mi ascoltano come se fossi l'oracolo! Nel mio ormai stentato italiano dico loro tanti segreti di New York, e non finisco mai di stupirmi soprattutto del fatto che ogni santa sera che ho avuto modo di ricevere la fatidica domanda: "Ti manca l'Italia?" ho immancabilmente risposto: No!
Mi manca mia madre, l'unica persona della mia famiglia ancora in vita, e che vive a Genova (siamo originari della Calabria, ma io sono cresciuto a Genova). In ogni caso tutto il resto non mi manca affatto. Non mi manca    il mondo del lavoro, "corrotto" dai vari clientelismi. Prima di trasferirmi qui, ancora giovanissimo, avevo trovato lavoro in una banca e il direttore mi aveva praticamente imposto di farmi la tessera di un partito. So che oggi non è più così, ma il sistema continua a essere troppo clientelare. Forse non sarò il primo a dirlo, ma voglio ripeterlo, se necessario all'infinito: in questo Paese chi vuole arrivare in alto, arriva, e basta che ci metta tanta buona volontà, grinta, intelligenza, voglia di lavorare. Non servono raccomandazioni, e non mi sembra poco!
Sandro

Sandro, non posso contestare la tua affermazione per mancanza di esperienza. Insomma non so esattamente come stiano le cose in Italia oggi. Però io ho sempre voluto credere fermamente che chiunque, in qualsiasi parte del mondo, può "arrivare" se davvero lo vuole.

Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
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