I consigli di Laura

Cogliere l'attimo va bene, ma prima o poi bisogna scegliere

29-08-2008

Cara Laura,
sono a New York da più di tre anni e vorrei rimanere. Inutile dirti che New York mi ha stregato, e non ho intenzione di tornare a Bologna, la città da dove vengo. Con il visto che ho ottenuto potrei rimanere fino al 2012, a meno che l'azienda per cui lavoro non decida di licenziarmi prima.
Trattandosi di un'azienda in grande espansione non credo che questo possa accadere. Proprio qui però nasce il problema: in Italia mi sono laureato in Legge, e poi ho fatto un praticantato per diventare avvocato. A parte che il fatto che in due anni non ho visto il becco di un quattrino pur lavorando come un pazzo. Poi non sono riuscito a passare l'esame di Stato.
Quando sono arrivato qui, come ho già detto, mi sono innamorato di questa grandiosa città. Però ho dovuto accontentarmi di uno stipendio basso e poche prospettive di carriera.
L'azienda per cui lavoro è italiana. Non esistono aziende americane con questa filosofia. E questo mi rende un po' frustrato perché so che qui i professionisti riescono a guadagnare molto. Pur di vivere in questa città sono disposto a sacrificarmi. Ma per quanto potrà continuare? In fondo nel 2012 avrò già 41 anni...
Giovanni
Caro Giovanni, capisco che, pur essendo ancora giovane, cominci a porti domande sul futuro. Ti consiglio di cercare di emanciparti da questa situazione "stagnante", anche se può voler dire fare scelte difficili. Però contesto la tua affermazione: non è vero che qui tutti i giovani professionisti guadagnano tanto. Sono più numerosi quelli che fanno sacrifici per riuscire a malapena a pagarsi l'affitto.


Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
55 Bergenline Ave., Westwood, N.J., 07675