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Moto. Gran Premio di San Marino. Rossi come Agostini. La 68.ma vittoria. Stoner cade ancora

01-09-2008

MISANO ADRIATICO (RIMINI). Doveva essere il Gp dei record e della rivincita di Valentino Rossi e, quello di San Marino e della Riviera di Rimini, lo è stato davvero. In un sol colpo il pesarese della Yamaha ha cancellato l'amaro epilogo del suo 2007 al Santamonica, conclusosi dopo appena tre giri col motore fritto, vincendo alla grande sul tracciato spalmato ai piedi della collina della natia Tavullia.
E, con questa vittoria che lo lancia verso l'ottavo titolo iridato, complice la caduta che ha fermato Casey Stoner, Valentino ha raggiunto il record delle 68 vittorie nella massima cilindrata, detenuto dal mitico Giacomo Agostini, e regalato anche all'Italia il successo numero 700 ottenuto da un azzurro nella storia del Motomondiale.
Rossi adesso condivide con "Ago" il primato delle 68 vittorie - i due precedono Michael Doohan (54), Mike Hailwood (37) ed Eddie Lawson (31) - mentre l'Italia del motomondo con 700 successi al suo attivo distanzia ancor più la Gran Bretagna (382), la Spagna (316) e Usa e Germania, entrambe a quota 172.
Ma i numeri che al re folletto sicuramente piacciono di più sono quelli che segnano il suo crescente vantaggio in classifica iridata provvisoria su Casey Stoner. Caduto durante l'ottava tornata di gara, una scivolata fotocopia di quella che l'aveva costretto alla battuta a vuoto anche nel precedente Gp della Repubblica Ceca, l'australiano della Ducati è ora distanziato di 75 punti da Rossi. E, quando mancano ormai solo cinque gare alla conclusione dell'annata, l'ottavo titolo iridato, il sesto nella massima cilindrata, è ormai nel mirino del pesarese della Yamaha. Tanto che Valentino potrebbe festeggiare con largo anticipo sul calendario, non ancora a partire dal prossimo Gp di Indianapolis ma sicuramente del Giappone o d'Australia.
Grazie al quinto successo stagionale ottenuto a Misano, pista che alla vigilia aveva definito politicamente "non proprio bella", ma che gli ha consentito, dopo una bagarre iniziale con Daniel Pedrosa, di mettersi all'inseguimento di Stoner. Una caccia simile a quella di Brno e che, una volta ancora, non ha visto Valentino sparare un sol colpo. Ha fatto tutto il recidivo l'australiano, facendo scivolar via la ruota anteriore del suo bolide rosso. Da quel momento in poi la corsa non ha più avuto storia.
Certo Valentino avrebbe voluto rallentare il ritmo - suo anche il giro più veloce in gara - ma un ritrovato Jorge Lorenzo, tornato in gran spolvero con la seconda Yamaha gommata Michelin, non glielo ha consentito.
Terzo s'é piazzato lo spagnolo Toni Elias, nuovamente terzo come a Brno, con la Ducati satellite. In barba al licenziamento comunicatogli in mattinata dal Team Pramac che sembra aver perso entrambi i suoi piloti. Elias attende una proposta del manager spagnolo Jorge Martinez per saltare in sella alla terza Kawasaki, il francese Sylvain Guintoli, undicesimo, di tornare alla Yamaha ma nella Superbike. Rogne ne ha avute e, soprattutto, scatenate Daniel Pedrosa. Lo spagnolo della Honda, quarto a Misano, ha costretto il team ufficiale di Tokio a consentirgli di passare alla Bridgestone. Con le coperture francesi correrà solamente, da Indianapolis in poi, il suo compagno di team Nicky Hayden, rimasto ai box per un infortunio alla gamba destra. Settimo, complice una gomma anteriore sostituita in griglia, s'é piazzato Loris Capirossi, davanti ad Andrea Dovizioso e Marco Melandri mentre il sanmarinese Alex De Angelis ha percorso un solo giro prima di piantarsi nella ghiaia.
Nella 250 è tornato al successo Alvaro Bautista. Lo spagnolo dell'Aprilia ha preceduto Yuki Takahashi e Hector Barbera. Proprio dopo un vivace duello con quest'ultimo, Marco Simoncelli, tuttora leader provvisorio della 250, è caduto e, tornato in pista, ha concluso sesto. Sportellato da Barbera, non ha potuto imitarlo Mattia Pasini, ruzzolato a circa 260 chilometri orari. Quarto s'é piazzato Roberto Locatelli, undicesimo Fabrizio Lai.
Nella 125 Gabor Talmacsi ha centrato il secondo successo stagionale. L'ungherese della Aprilia ha regolato il britannico Bradley Smith, l'unico ad impensierirlo, e il romano Simone Corsi che, complice la caduta di Mike Di Meglio, ha ridotto il gap in classifica iridata. Protagonista di una gara tutta all'attacco, sesto s'é classificato l'abruzzese Andrea Iannone.