Speranza e fiducia nel prossimo indispensabili per andare avanti
Cara Laura,
la convention demo-cratica che si è appena conclusa ha dimostrato che Obama non è quello che ha voluto far credere all'inizio della sua campagna elettorale. E spero che anche il signor Costantino lo abbia capito, visto che, scrivendo per America Oggi, ha previsto che con un presidente nero e "progressista" come Obama, l'America rinuncerà a fare la guerra.
Il discorso del candidato democratico alla fine della convention di Denver, però, è stato molto chiaro: Obama non rinuncerà a mandare soldati in guerra. Solo che, dice, "li proteggerà di più" e farà in modo che vengano assistiti al loro rientro in Patria. Insomma, in questo Paese non cambierà niente!
A pensarci bene, basta guardare la Costituzione: il presidente americano è anche "Commander in Chief" dell'esercito. Come può diventare pacifista uno che deve ricoprire il ruolo di comandante supremo delle truppe?
Sono convinto che, in nome della realpolitik, Obama farà delle cose che adesso nemmeno riusciamo a immaginare. In fondo si trova davanti un Paese abbastanza disastrato: il caro-benzina, il problema del lavoro, la crisi dei mutui. Vediamo cosa farà. Ma aspettiamoci che, se un nuovo Irak ci sarà, Obama non si tirerà indietro! E anche il suo elettorato, come quello di tutti gli altri presidenti americani, è per una certa percentuale fatto di ebrei. Credete forse che voglia rinunciare ad "accontentare" quella parte dell'elettorato?
Francesco Alberti
Personalmente non prevedo il futuro, signor Alberti. Aspetterò e vedrò. Anche io non mi fido delle promesse, ma non sono neanche pessimista. Sperare che le cose migliorino è indispensabile per andare avanti.
Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
55 Bergenline Ave., Westwood, N.J., 07675
Teme che il figlio possa perdere la famiglia
18-11-2008
16-11-2008








