Casini alla Festa Pd. "Il giustizialismo deve finire". Molti punti in comune a Firenze
FIRENZE. "Un corteggiamento a quanto pare infruttuoso, presidente. Lei conserva intatta la sua virtù". Non risparmia il doppio senso Anna Finoc-chiaro che, alla festa nazionale del Pd a Firenze, accoglie sul palco il politico più corteggiato dell'estate: il leader centrista Pierferrdinando Casini, lusingato da esponenti del Pdl quanto da dirigenti del Pd.
Ruolo che l'ex presidente della Camera ha tutta l'intenzione di mantenere a lungo in uno schema di libertà politica, e siccome "non c'é più per l'Udc un'ortodossia dell'alleanza" si valuterà caso per caso alle amministrative, e poi alle politiche si vedrà con chi allearsi.
Dopo aver applaudito calorosamente Di Pietro, la festa democratica applaude, il giusto, il leader centrista. D'altra parte su molti punti, dall'emergenza redditi ad Alitalia, dal sì al voto agli immigrati ad una giustizia più giusta per i cittadini, Casini ed il presidente dei senatori del Pd parlano la stessa lingua. Ed è su questa consonanza che Finoc-chiaro, come tutto il vertice democratico, punta sperando di costruire un rapporto più stretto per quando si tornerà al voto nazionale.
"Con l'Udc è da ricercare e difendere ogni alleanza oppositiva sui temi concreti", è l'auspicio di Anna Finocchiaro che anche sul punto di maggior distanza, i temi eticamente sensibili, invita l'ex presidente della Camera ad andare al nocciolo dei problemi.
Appello che Casini sostiene di aver già raccolto nel dialogo tra opposizioni che per ora però non va oltre. Così come per ora non è destinato a cambiare il rapporto con il Pdl: "Noi siamo sereni, è un dibattito interno loro. Per ciò agli inviti degli amici del Pdl ho detto: ‘Ma avete letto i giornali degli ultimi 5 mesi?'.
Siamo alternativi a Pd e Pdl e ad ora la nostra coerenza ci porta a dire di no". E quindi siccome "non ci sono più alleanze ortodosse o eterodosse, se a Trento ci alleiamo con il Pd io rispetto la scelta e poi a fine legislatura vedremo con chi abbiamo più punti di convergenza".
C'é un nodo che Casini fa capire ineludibile per un eventuale scatto in avanti nel rapporto con il Pd. "C'é un dissenso profondo - afferma il leader centrista - sul tema del bipartitismo. Se il Pd non capisce che è una finzione, che è uno schema che non esiste nel paese, perderà per i prossimi 5 anni".
Finocchiaro ammette che "gli italiani sono per il bipolarismo e non per il bipartitismo" e accoglie la proposta di Casini di tornare alle preferenze. Mentre la dirigente del Pd tiene il punto quando il leader Udc invita ad archiviare la stagione del giustizialismo e a dialogare sulla giustizia.
"Vedo il rischio di confondere giustizia e osservanza della legalità", è la ferma replica di Finocchiaro. D'altra parte, prima dell'alleanza con i centristi, il Pd ha altre priorità.
"Non vorrei che perdessimo il senso della nostra missione di essere una grande forza popolare utile al paese", è la preoccupazione del capogruppo al Senato che invita ad accelerare nel radicamento del partito e ad evitare faide tra bande rivali.
"Non sono per un partito bolsce-vico - avverte Finocchiaro - il pluralismo è utile ma pensare alle correnti come ad un fortilizio in cui ci si rinchiude per paura, contando le truppe per la sfida finale, è un errore tragico".












