India. Preoccupano le violenze e le chiese bruciate
ROMA. Prende corpo, con un passo concreto, la mobilitazione dell'Italia contro le violenze anti-cristiane nello stato indiano dell'Orissa con la convocazione, alla Farnesina, dell'ambasciatore di New Delhi a Roma, Arif Shahid Khan.
Al diplomatico, il segretario generale Giampiero Massolo, su indicazione del ministro degli Esteri Franco Frattini, ha espresso la "forte preoccupazione e sensibilità " del governo Berlusconi "di fronte al perdurare dei gravi episodi di violenza interreligiosa, anche con numerose vittime cristiane".
Una preoccupazione che l'Italia ha ipotizzato di portare all'attenzione dei 27 ministri degli Esteri dell'Ue che si incontreranno il 5 ed il 6 ad Avignone.
Quelli italiani sono timori confermati dalla cronaca sul terreno: sono almeno altre quattro le chiese date ieri alle fiamme dai fondamentalisti induisti in Orissa. Una recrudescenza di violenze che ha indotto le autorità locali a ripristinare il coprifuoco serale e notturno appena revocato. E se a Kandhmal - epicentro degli scontri scatenati dall'uccisione del leader religioso indù Swami Lakshmananda Saraswati il 24 agosto scorso - la situazione è tranquilla, arrivano invece echi di scontri da diversi villaggi. Tanto che il governo di Orissa ha chiesto altre 10 compagnie tra esercito e paramilitari per ripristinare l'ordine.
Sulla convocazione del suo ambasciatore, il ministero degli Esteri di New Delhi si è limitato ad un secco 'no comment'. Di fatto la posizione dell'India era filtrata nei giorni scorsi quando i ministri Frattini e Ronchi avevano sollevato la questione degli scontri interreligiosi in Orissa durante il Consiglio dei ministri. Con sorpresa e stupore, secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, il governo indiano aveva definito "insolita" la reazione dell'Italia su vicende considerate "un affare interno di uno Stato sovrano". E che, per giunta, aveva sottolineato con rilievo ancora la stampa locale, non hanno visto il coinvolgimento di cittadini italiani.
All'ambasciatore Arif Shahid Khan, il segretario generale della Farnesina Massolo ha anche espresso l'auspicio che le "ferme misure" adottate dalle autorità indiane "possano porre termine alla violenza e rilanciare il dialogo ed il reciproco rispetto tra le varie componenti della società ". Anche perché - ha sottolineato Massolo - da parte dell'Italia c'é "grande apprezzamento per le pratiche consolidate di pacifica convivenza che caratterizzano la moderna democrazia indiana".
I vescovi italiani, intanto, hanno indetto per il prossimo 5 settembre, anniversario della morte di Madre Teresa di Calcutta, una giornata di preghiera, digiuno e solidarietà con i cristiani in India vittime di violenze da parte di estremisti induisti.
Iniziativa che si aggiunge alla fiaccolata promossa dal quotidiano 'Liberal' per il 10 settembre in Piazza Montecitorio, nel giorno della ripresa dei lavori parlamentari.
Secondo informazioni governative, rese note dal quotidiano 'The Times of India', sarebbero 17 le chiese e i luoghi di preghiera dati alle fiamme nell'ultima settimana.
ONU/ Pena di morte. Rinnovata la moratoria
21-11-2008












