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Per i problemi del Meridione non bastano i grandi proclami

02-09-2008

Cara Laura,
innanzitutto grazie! Con questa rubrica  puoi "ospitare" tutte le nostre riflessioni sulla politica. È per noi una rara opportunita di dire la nostra e di vederla pubblicata su un giornale.
Poi volevo passare a parlare di Lombardo, la Sicilia, il Sud.
A me non interessa granché se il governatore della Regione Sicilia, con grandi proclami si da importanza e dice che la Sicilia deve rinascere in maniera autonoma, e non al modo in cui fece la fece rinascere Garibaldi, che invece la consegnò ai piemontesi.
Io vedo solo quello che c'è da vedere, ossia che sia in Sicilia, sia in Calabria, e cosi anche in Campania, è impossibile pretendere di andare avanti fino a quando ci sono Mafia, ‘Ndrangheta, Camorra.
I governatori delle regioni dovrebbero pensare che quello è il loro problema, non l'indipendenza o meno dal resto del Paese. Diventerà grande il governatore che aiuterà a risolvere la questione, e che certo non si comporterà come si è comportato Bassolino, che ha fatto quello che ha fatto con la monnezza.
È naturale poi, che il primo che arriva e risolve il problema - vedi Berlusconi - è visto come Dio sulla Terra. Ma non credo che Berlusconi abbia ancora risolto il problema della Camorra, anzi. Sono convinto che prima o poi risentiremo parlare di monnezza e di Camorra, e di governatori e presidenti del Consiglio che non sono in grado di risolvere la situazione!
Dino


Come ben si sa preferirei non parlare di politica, ma alla fine è il lettore che sceglie gli argomenti per cui non mi resta che la resa.  Lei ha ragione, ma quando si tratta di Mafia, Camorra e ‘Ndrangheta è troppo difficile, per noi, stabilire responsabilità.


Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
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