Il delitto di Chelsea. Confessa il killer dello studente. Era stato arrestato per altri reati
MENTRE gli investigatori brancolavano nel buio cercando di dare un volto all'autore del delitto dello studente Kevin Pravia residente a Chelsea, un giovane ventiduenne - ieri ancora senza nome - ha confessato l'omicidio dopo un'arresto nel Queens per altri reati, lasciando di stucco gli stessi detective.
La polizia non ha fatto sapere il nome del sospetto ancora interrogato dagli investigatori.Sembra che durante l'interrogatorio il giovane abbia vuotato il sacco spontaneamnete ammettendo di avere strangolato l'universitario della Pace University. Il presunto omicida non è ancora stato formalmente incriminato.
La roomate di Pravia, Josephine Madonna aveva rinvenuto il corpo del ragazzo ormai senza vita sdraiato sul letto in mutande e maglietta, strangolato con un cavo elettrico e con un sacchetto di plastica in bocca, rincasando da una breve vacanza fuori città.
La polizia ha detto che lo studente aveva bevuto molto, al punto che qualcuno lo aveva dovuto aiutare a salire su un taxi dopo una festa nella zona di South Street Port verso le 5,30 della mattina di sabato.
Mezz'ora più tardi lo studente era stato visto a Union Square in cerca di uno spacciatore per comprare droga. È qui che ha incontrato il "dealer" suo assassino con il quale è rincasato, continuando a bere fino a perdere i sensi.
Il sospetto ha confessato di avere colpito la vittima con un pugno mentre dormiva in modo profondo sotto l'effetto della droga e dell' alcol, aggiungendo poi di avergli attorcigliato un cavo elettrico intorno al collo, di avergli conficcato in bocca un sacchetto di plastica come quelli della spesa e di averlo finito soffocandolo con un cuscino.
L'omicida inoltre ha riferito di non aver avuto rapporti sessuali con lo studente e che verso le 11 del mattino seguente ha lasciato l'appartamento in tutta tranquillità portando con sè il laptop, il cellulare e l'iPod del giovane. Ai detective ha detto di avere venduto il computer in strada e il cellulare ad un negozio specializzato dove gli investigatori sono già riusciti a rintracciarlo.
Al momento è rinchiuso in una cella del Decimo Precinto della Polizia a Chelsea dove gli investigatori stanno cercando di ricostruire nei dettagli l'intera vicenda.
Pravia - ha riferito la roomate - era omosessuale, amante della vita notturna e delle feste, solito avere incontri con persone casuali e che faceva uso di droga durante le feste.
Madonna e Pravia erano amici, entrambi provenivano dal Massachusetts, avevano preso casa sulla West 15th Street, a Chelsea, solo due settimane fa.
Madonna era in vacanza fuori città e aveva ricevuto una serie di messaggi sul telefonino da parte della madre di Kevin che non riusciva a contattarlo da venerdì. Josephine ha fatto la macabra scoperta verso le 6 di domenica sera quando è rientrata dalla vacanza.
Evan Santoro di 18 anni che si trovava alla stessa festa su Gold Street, ha riferito agli investigatori che l'amico era molto ubriaco e qualcuno aveva dovuto aiutarlo a salire su un taxi, pagando anticipatamente la corsa per riportarlo a casa e di non averlo più sentito da allora.
Dopo aver lasciato il party Kevin aveva chiamato al telefono almeno cinque dei suoi conoscenti, ai quali la polizia aveva chiesto un alibi senza tuttavia riuscire a districare la complicata matassa.
Gli investigatori avevano capito fin da subito però che la pista da seguire non era quella del furto, infatti non erano stati rubati i gioielli di Josephine nè l'assasino avava portato via l'anello indossato da Kevin.
Kevin Pravia frequentava la Pace University ed era iscritto presso la Lubin School alla facoltà di Business.
Ancora all'esame della scientifica il sacchetto di plastica infilato nella bocca dello studente, mentre i detective cercano conferme attraverso i filmati ripresi dalle telecamere di sicurezza all'esterno dell'edificio incluse immagini riprese da altre angolazioni.
La mamma dello studente, Paula Pravia residente a Peru nel Massachusetts, ieri ha effettuato il riconoscimento ufficiale.
Il medico legale che ha effettuato l'autopsia ha riferito che Kevin non ha subito violenza carnale, ma che l'esame autoptico iniziale non ha offerto prove sufficienti per determinare le cause della morte, per cui si rendono necessari ulteriori accertamenti.
Kevin era arrivato in treno a New York dal Massachusetts lo scorso mercoledì e oggi avrebbe dovuto iniziare l'anno accademico. Nel corridoio dell'appartamento affittato c'erano ancora gli scatoloni imballati arrivati dal Massachusetts.











