Economia

Alitalia. Sacconi rassicura sugli esuberi

di Antonio Pennacchioni

03-09-2008

ROMA. Verificare l'entità della flotta, potenziare il numero delle rotte intercontinentali e ridurre il numero degli esuberi: sono questi i punti chiave su cui i sindacati intendono incardinare la trattativa con il governo sul piano di salvataggio di IntesaSanPaolo che riprenderà domani per concludersi entro una decina di giorni pena il fallimento dell'Alitalia.
Le nove sigle di categoria hanno trovato la quadra nel vertice pomeridiano che si è svolto nella sede dell'Anpac alla Magliana. Il comunicato finale, diffuso al termine dell'incontro durato due ore, ribadisce "la completa disponibilità al confronto" e conferma "la ferma intenzione di negoziare i contenuti industriali" del passaggio dalla vecchia alla nuova Alitalia. Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Ugl, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl si pronunceranno "sull'orizzonte produttivo che il piano di impresa determinerà" e in particolare su "elementi quali il dimensionamento della flotta, il presidio del ciclo produttivo del trasporto aereo, la qualità degli investimenti e un adeguato modello organizzativo".
Insomma - avverte Paolo Maras del Sdl -"chiediamo un confronto vero, non saremo semplici notai" delle decisioni prese da Palazzo Chigi e dall'advisor. Tra le novità della giornata anche l'annuncio del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia di partecipare "con una quota simbolica" alla cordata messa in piedi da Roberto Colaninno e Banca Intesa.
In vista della no-stop con il governo, i piloti dell'Anpac fissano i paletti per il piano Fenice. "Il primo riguarda il numero degli aerei: sono troppo pochi 136 contro gli attuali 188". Il secondo riguarda le rotte intercontinentali: "Anche qui se si arretra, significa l'inizio della fine" avverte il presidente Fabio Berti. Concorda Roberto Panella dell'Ugl che propone un sistema di gestione duale. "Solo il piano industriale dirà se la missione affidata alla nuova compagnia risponde alle aspettative di sviluppo riducendo al minimo i sacrifici con precise garanzie per gli esuberi ancora da quantificare".
Ma la trattativa si preannuncia difficile. "L'azienda tecnicamente è fallita. C'è un commissario che la deve liquidare in pochi giorni" ha commentato il leader della Uil, Luigi Angeletti, che respinge al mittente l'ipotesi estrema: "Non capisco perchè bisogna distruggere 20mila posti quando si può salvarne la stragrande maggioranza". E dal governo arrivano segnali rassicuranti. Dopo aver smentito la cifra di 4.500 esuberi ("si tratta solo di numeri che danno timori o di timori che danno i numeri"), il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi spiega che il confronto ha preso il via "nel miglior clima possibile", apprezza la disponibilità dei sindacati a fronte di "una situazione critica" e sottolinea il consenso ai tempi stretti del confronto. E quello dei Trasporti Altero Matteoli rilancia: l'apporto delle parti sociali sarà "decisivo".
Sempre ieri in Senato ha preso il via l'iter di conversione del decreto sulla ristrutturazione di Alitalia, varato dal consiglio dei Ministri il 28 agosto, che è approdato alla commissione competente.
Intanto l'Enac ha emesso un provvedimento che garantisce la piena operatività dell'Alitalia in attesa della presentazione del piano industriale. Venerdì il commissario straordinario Augusto Fantozzi farà il punto sul salvataggio con i vertici dell'ente, Vito Riggio e Silvano Manera. E oggi il capo della cordata italiana, Roberto Colaninno, incontrerà a Bruxelles i tecnici della Commissione Europea per chiarire alcuni punti del piano di salvataggio.