Dal Mondo

Barak con la Rice. Foto d'archivio

Tentativi finora sventati. Hezbollah voleva rapire uomini di affari

03-09-2008

GERUSALEMME. Gli Hezbollah libanesi hanno cercato recentemente almeno due volte di rapire all'estero uomini d'affari israeliani. Lo ha affermato ieri il ministro della difesa Ehud Barak confermando notizie in questo senso apparse sulla stampa locale ma senza fornire altri particolari.
Il mese scorso la Centrale per la lotta al terrorismo nell'ufficio del premier aveva emesso un allarme su scala mondiale circa la reale possibilità di tentativi di rapire israeliani all'estero da parte di organizzazioni terroristiche, senza precisare le aree maggiormente a rischio. L'odierna stampa israeliana riferisce ora che da parte degli Hezbollah ci sono stati diversi tentativi - almeno cinque secondo lo Yedioth Aharonoth - di rapire uomini d'affari israeliani in Africa Occidentale, nel continente americano e in Asia. Tentativi che finora sono stati sventati dagli 007 israeliani nel mondo. Fonti dei servizi di sicurezza israeliani, citate dal giornale, hanno detto a questo proposito: "ci troviamo davanti a uno sforzo degli Hezbollah, col sostegno dell'Iran, di compiere rapimenti per vendicare l'uccisione di Imad Mughniyeh.
Gli Hezbollah stanno passando da paese a paese alla ricerca di una preda israeliana". "Diversi uomini d'affari israeliani - hanno aggiunto queste fonti - devono la loro vita e la loro libertà grazie agli sforzi dei nostri agenti" Imad Mughniyeh, capo del braccio operativo degli Hezbollah e ai primissimi posti nella lista dei ricercati dai servizi segreti di numerosi paesi, è stato ucciso lo scorso febbraio a Damasco nell'esplosione di una bomba nascosta nella sua automobile.
Gli Hezbollah hanno incolpato dell'attentato Israele che ha però negato ogni responsabilità. Il Sunday Times di Londra, citando fonti israeliane informate, sostiene che Mughniyeh è stato ucciso dal Mossad. Nei giorni scorsi il rapimento in Nigeria di Ehud Avni, un uomo d'affari israeliano, aveva suscitato il timore che dietro l'operazione si celassero gli Hezbollah. Avni è stato liberato lunedì senza che apparentemente sia stato pagato alcun riscatto.
La stampa israeliana riferisce ora che la liberazione potrebbe essere la conseguenza di un minaccioso avvertimento del Mossad ai rapitori: se consegnerete Avni agli Hezbollah noi continueremo a ritenervi responsabili della sua sorte.
I servizi di sicurezza israeliani affermano di aver rilevato un'intesa attività di agenti degli Hezbollah all'estero, in particolare in aree in cui è forte la loro presenza, come in sud America, e una grande intensi-ficazione dei messaggi criptati tra gli Hezbollah in Libano e le cellule sparse nel mondo.
Il capo degli Hezbollah, lo sceicco Hassan Nasrallah, si è pubblicamente impegnato a far pagare a Israele a carissimo prezzo l'uccisione di Mughniyeh.