Dagli USA

La notte di Sarah. Giuliani: meglio l'11/9 di Obama

04-09-2008

USA: ST.PAUL;LA NOTTE DI SARAH,ANTI-CHENEY REPUBBLICANA/ANSA GIULIANI, L'11/9 MEGLIO LEI DI OBAMA. E ORA TOCCA A MCCAIN ST.PAUL (dell'inviato Marco Bardazzi) (ANSA) -

ST.PAUL. Una notte di sfide da far tremare le gambe anche a una che non teme gli orsi e si faceva chiamare Barracuda. L'America si è sintonizzata con St. Paul per ascoltare, guardare e scoprire Sarah Palin, la sconosciuta della politica su cui John McCain si sta giocando buona parte delle possibilità di diventare il 44/o presidente degli Stati Uniti.
Negli annali delle convention, non c'é traccia di un intervento del candidato vice che abbia suscitato altrettanta attenzione. Mentre Sarah parlava in Minnesota, chiudendo la terza giornata della convention e preparando il gran finale di McCain di oggi, l'uomo di cui la Palin vuol prendere il posto era in Caucaso a discutere il futuro energetico d'America e si apprestava a volare in Italia per parlare di Russia, Nato e Unione Europea.
Il confronto con Dick Cheney è uno degli aspetti che rendono più sorprendente la pagina di storia della politica americana scritta nella notte a St. Paul. A un vicepresidente con una lunga esperienza in politica estera, diventato il più potente e odiato numero due degli ultimi decenni alla Casa Bianca, McCain propone di far subentrare una giovane madre di famiglia senza esperienza internazionale e che da soli due anni guida lo stato più vasto degli Usa, ma abitato da sole 680.000 persone.
Nel dare il microfono nella notte a Sarah, McCain ha giocato proprio la carta dell'anti-Cheney: in scena è andata la storia di un nuovo modo di essere repubblicano e un volto fresco non macchiato da Washington, dopo gli anni dei neocon e del "conservatorismo compassionevole".
A Barack Obama che punta a dipingere una presidenza McCain come "un terzo mandato di George W. Bush", il candidato repubblicano risponde con Sarah per scacciare i fantasmi di Cheney.
È stata però la notte della verità per McCain e la sua rischiosa partita a poker. Alla Palin inesperta di politica nazionale e sottoposta in questi giorni all'inevitabile, intensissimo scrutinio dei media, è toccato dimostrare se il senatore repubblicano avesse pescato l'asso vincente o stesse clamorosamente bluffando.
Gli strateghi di McCain hanno messo in campo tutte le armi possibili per aiutare la Palin nell'esame più difficile della sua vita, tenendola chiusa per due giorni in albergo con una squadra di allenatori, veterani delle campagne di Bush.
A introdurla è stato chiamato Rudy Giuliani, il sindaco eroe dell'11 settembre, reduce dal clamoroso flop della sua campagna presidenziale. Prima di parlare alla platea, Giuliani ha dato un assaggio di fronte a tutte le reti Tv del suo messaggio.
"Barack Obama non ha mai governato una città, uno stato, un'agenzia, un'unità militare", ha detto. "La Palin è stata sindaco, è governatore. Perché tutte queste domande sul fatto se possa fare la vicepresidente con cinque figli? Nessuno chiede a Obama se può crescere due figli ed essere presidente. Questo é sessismo. Dove sono finite le femministe di questo Paese, perché non parlano?". Se alla Casa Bianca l'11 settembre 2001 ci fosse stata la Palin, ha detto Giuliani, "sarebbe stata all'altezza della situazione".
Un'altra donna potente, Carly Fiorina, ex numero uno del colosso informatico HP, ha toccato lo stesso tasto ed è salita sul palco per sostenere, come Sarah, che il traguardo non raggiunto da Hillary Clinton - una donna alla Casa Bianca - verrà ora agguantato dai repubblicani. "Quelli contro Sarah sono attacchi che riceve solo perché è donna", ha tuonato la Fiorina, mentre l'ex governatrice del Massachusetts, Jane Swift, ha rincarato il messaggio di Giuliani: "La Palin ha esperienza nel guidare uno stato, l'unica esperienza di Obama è guidare la sua campagna elettorale".
Dentro l'Xcel Energy Center, l'arena della convention, prima dell'intervento della Palin si sono succedute conferenze stampa e interviste di collaboratori di McCain - improvvisamente tutti loquaci - con lo stesso taglio.
Due mastini della politica ed ex sfidanti di McCain, Mitt Romney e Mike Huckabee, hanno ricevuto l'ordine di scaldare la platea nella notte di Sarah, puntando alla giugulare di Obama. A completare la scena è stato il quadretto della famiglia dell'Alaska trasferita in Minnesota. McCain ha trovato tutti i Palin ad attenderlo all'arrivo all'aeroporto di Minneapolis, e sotto gli occhi delle telecamere è andato a salutare la diciassettenne Bristol e il fidanzatino Levi, protagonisti della love-story del momento in America.
L'anziano senatore ha carezzato la pancia di Bristol, incinta di cinque mesi, e si è poi fatto fotografare insieme a tutto il clan Palin, compreso un figlio militare in partenza per l'Iraq e il piccolo Trig, nato cinque mesi fa con la sindrome di Down. Tutti i Palin, ore dopo, hanno preso posto nella tribuna d'onore della convention, per ascoltare e sostenere mamma Sarah.
Solo i commenti del giorno dopo e i sondaggi di quelli successivi, diranno che risultati ha avuto lo sforzo della macchina repubblicana di convincere l'America che la donna che hanno conosciuto in Tv è pronta a prendere il posto di Cheney.
La convention si avvia ora verso la chiusura, con il discorso dell'investitura di McCain, che nella terza serata ha ricevuto la nomina formale dai delegati.