Immigrazione: frontiere aperte e rigore sono in contrasto
Cara Laura,
mi domando come mai tanta violenza da parte degli immigrati in Italia! Adesso è venuto fuori che l'imprenditrice bergamasca uccisa nel luglio scorso è stata vittima della furia di un senegalese, dipendente della sua azienda! E che furia! La povera donna è stata sgozzata...
Possibile che quando le persone emigrano qui negli Stati Uniti stanno tanto attente a non far danno, mentre in Italia sembra quasi che vadano apposta per commettere rapine e delitti?
Secondo te, Laura, come mai succede questo? Non ci sarà qualcosa di sbagliato nella politica italiana e che fa pensare a queste persone che possono andare nel nostro Bel Paese e fare quello che vogliono senza più ritegno per la morale?
Possibile che dobbiamo continuare a sentire parlare delle nostre connazionali, sia giovani, sia meno giovani, che vengono ammazzate in maniera crudele da rumeni, africani, e così via?
Sabina Pezzali
Cara Sabina, mi dispiace ma l'unica risposta che posso darle è: non lo so. Non è possibile dare risposte univoche sugli Stati Uniti perché in questo Paese succede tutto e il contrario di tutto.
È però vero che, dopo l'attentato alle Torri gemelle molto è cambiato, e per gli immigrati sono cominciati tempi duri.
Ma in Italia è troppo difficile capire cosa si dovrebbe fare e non fare. Non si tratta solo di una questione ideologica. È complicato trovare un equilibrio tra l'apertura delle frontiere e il rigore necessario nel disciplinare il mondo dell'immigrazione.
Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
55 Bergenline Ave., Westwood, N.J., 07675
Teme che il figlio possa perdere la famiglia
18-11-2008
16-11-2008








