Settembre di fuoco per Sarah. Finita la convention comincia il difficile
NEW YORK. "Un pitbull col rossetto": attaccando alla giugulare come un cane da guerra il candidato democratico Barack Obama, Sarah Palin ha elettrizzato la Convention repubblicana, ma il difficile per la regina dei ghiacci scelta come vice da John McCain è ancora di là da venire. A St. Paul per la Palin è stata "missione compiuta" e la stampa americana, bistrattata nelle ultime ore dalla squadra McCain, ha applaudito incondizionatamente pur concordando che gli slogan usati dalla vice di McCain contro il rivale democratico - vuole "dare forfait" in Iraq, incontrare "terroristi senza precondizioni", far "crescere" il governo, "non avere avuto responsabilità" come organizzatore civico - giocavano a rimpiattino con la verità.
All'Xcel Center la "pitbull col rossetto" ha predicato ai convertiti leggendo con ironia, qualche inciampo sul "gobbo" e accento alla "Fargo" il testo preparato dagli speechwriter.
D'ora in poi però, tra interviste, talk show e il dibattito dell'8 ottobre con il vice democratico Joe Biden, la governatrice dell'Alaska dovrà lavorare su un copione non scritto. "È stato un grande atto, ma era un atto unico. La Palin dovrà reggere il confronto nelle prossime nove settimane", ha scritto John Dickerson dell'online Slate.
È impossibile rispondere immediatamente all'interrogativo del Wall Street Journal, se cioé Sarah Palin riuscirà a trasferire l'applausometro dell'Xcel nel resto dell'America.
Settembre sarà certamente il suo mese così come gennaio e febbraio 2007 furono i mesi di Obama: ipotecando il futuro della campagna, McCain si è convinto che il pitbull Sarah attirerà folle ben più numerose e intende avvantaggiarsene mobilitandola in luoghi dove lui non può andare, o dove è andato e ha lasciato freddi gli elettori, posti dove la destra sociale ha bisogno di essere galvanizzata. Le prime tappe in coppia sono già note: oggi, Cederberg, un'enclave di conservatori attorno a Milwaukee in Wisconsin, sabato il bastione della destra di Colorado Springs.
Da lunedì la Palin comincerà a viaggiare da sola: l'8 settembre a Tampa in Florida, una regione dello stato "ago della bilancia" in novembre dove la campagna di McCain è in stallo.
È un cammino che potrebbe rivelarsi più accidentato del previsto come rivela un microfono lasciato aperto ieri in uno studio della MsNbc. "Non funzionerà", ha detto, senza sapere di essere ancora in onda, lo stratega repubblicano Mike Murphy, a cui ha fatto eco l'ex speechwriter di Ronald Reagan Peggy Noonan: "È finita".
"Murphy e la Noonan hanno detto quanto altri loro colleghi hanno detto in privato tutta la settimana", ha commentato il portavoce di Hillary Clinton, Howard Wolfson, anche se poi l'ex speechwriter ha fatto una parziale marcia indietro. E mentre sul conto della vice di McCain continuano ad essere puntati i riflettori, la sua figura e il suo passato cominciano da essere messi a fuoco: "Sia come sindaco che come governatore si è dimostrata un politico molto più flessibile dal punto di vista ideologico", ha scritto il Wall Street Journal ricordando quando la Palin sacrificò le richieste per nuove restrizioni sull'aborto sull'altare di un nuovo gasdotto.
Settembre continuerà ad essere il mese dei riflettori puntati. Sulla famiglia, innanzitutto, dopo la minaccia del tabloid da supermercato National Enquirer di mettere in piazza un amante socio in affari del marito: la campagna di McCain ha smentito la "vile menzogna" e preparato querele. Abbondano intanto ricostruzioni della personalità di Sarah come amministratrice: dura, abrasiva, col licenziamento facile di chi non va d'accordo con lei. Riflettori puntati anche sulla chiesa pentecostale in cui la Palin è stata battezzata: il suo pastore, il reverendo Ed Kalnis, ha predicato che i critici del presidente George W. Bush andranno all'inferno e che gli attacchi dell'11 settembre e e la guerra in Iraq fanno parte di una guerra mondiale alla Cristianità.












