Venezia. Cinema. Il molleggiato in Laguna. Yuppi Du restaurato da Sky
VENEZIA. Poco ritardo, appena 15 minuti, poche pause, italiano fluido, logica migliorata Adriano Celentano è la star della Mostra del cinema di Venezia con l'evento Yuppi Du. L'unico appuntamento con la stampa è alle 14:30, poi i Poi oggi la consegna del Leone d'oro alla carriera a Ermanno Olmi. Comincia con una battuta delle sue prima di affondare il coltello nei temi dell'ecologia e della politica: "quanto dura la conferenza stampa? 30 minuti? State un po' stretti qui con le domande, visto che 25 minuti saranno di pausa". Occhiali scuri, consueta camicia aperta sul petto, mossette, Celentano parla di cinema, futuro, morti bianche, Alitalia, Expò, Pincio, Venezia, inciuci tra politica e economia, destra e sinistra nella conferenza stampa.
L'ad di Sky Italia Tom Mockridge spera che il restauro di Yuppi Du sia "il primo passo di un lungo percorso di Celentano con Sky", ma il Molleggiato ondeggia da par suo: "sì ci sarà un mio ritorno, senz'altro, mi piacerebbe, ma non so come quando dove con chi e se dicessi qualcosa di più direi una bugia".
Al cinema però continua a pensare: "Ho sempre intenzione di fare qualcosa, poi magari non trovo il tempo ma a me piacerebbe fare ancora film, quando giro mi diverto proprio come se stessi in sala come spettatore. Penso ad un film sulla resurrezione di Gesù, ma è solo un'idea. O a un film come Yuppi Du che è un grido di gioia, di amore ma anche di dolore per l'irresponsabile mancanza di qualche datore di lavoro o negligenza di qualche operaio che non rispetta i sistemi di sicurezza", dice Celentano che dedica la giornata a Graziano Alonso della troupe del film, morto proprio durante la lavorazione.
La storia del barcaiolo Felice (Celentano) che vive con gli amici sottoproletari e un giorno, convinto di essere rimasto vedovo della moglie (la Mori) si risposerà (Charlotte Rampling), "é un film che non invecchia mai, tra 20 anni penso sarebbe sempre attuale, ma questo allora non fu calcolato, è una fortuna". E non importa se il film ne ricorda altri, "perché prima di essere originale io sono uno che copia molto. Da ragazzo ero affascinato dal tip tap di Fred Astaire e dalle movenze di Clark Gable ma c'é sempre qualcuno che arriva prima di te, l'importante è che lo superi".
Curioso mettere insieme Olmi e Celentano, "ma non è una strana coppia. Lui difende gli orti, io i navigli. Siamo simili, lui fa film più penetranti sui sentimenti, io sono più aggressivo ma la linea è quella". Poi la politica: Celentano si duole che "l'Alitalia sia ridotta così" e spera che risorga ma "ho il sospetto che la nuova cordata non sia abbastanza pura. E qui sento avvicinarsi un grido come quello del protagonista di Yuppi Du: non vorrei fosse uno scambio imprenditori-politica ossia salviamo l'Alitalia in cambio di migliori condizioni economiche per noi e di un pieno piano di lavoro ad esempio sull'Expò". Per lui, l'esposizione universale a Milano, "sarà una gara a chi riesce a piazzare più cemento. Me la prendo anche con la gente che non protesta contro architetti e comune che sono i veri mandanti di questi scempi". E a proposito di scempi, l'affondo più duro è su Roma, sul parcheggio al Pincio, "segno evidente dello scambio di favori tra imprenditori e politica. L'inventore di questa geniale mostruosità è Chicco Testa che dopo quest'idea è rimasto solo Chicco".
Poi ha proseguito collegandosi agli amministratori lombardi, il sindaco di Milano Moratti e il presidente della Regione Formigoni, definiti "figli di un vertice politico degenerato in cui a capo non c'é solo Berlusconi ma anche Veltroni che definì quella del Pincio l'operazione urbanistica più importante degli ultimi anni. E Alemanno, che all'epoca non era sindaco, si oppose con forza, ma oggi che è sindaco di Roma ha cambiato idea". In definitiva per Celentano, "non mi meraviglierei se sinistra e destra fossero d'accordo e già al lavoro per progettare un mega parcheggio sotto la laguna di Venezia".












