Dagli USA

McCain. Il guerriero emulo di Teddy Roosevelt

di Marco Bardazzi

05-09-2008

ST.PAUL. Teddy Roosevelt, il presidente che guidò l'America all'inizio del XX secolo, aveva un celebre motto: "Parla pacatamente e gira con un grosso bastone". Cento anni dopo, John McCain si propone come un Roosevelt da XXI secolo: un presidente guerriero e muscoloso, paladino di un conservatorismo più ruvido di quello "compassionevole" di George W.Bush. Ma anche ispirato alle battaglie del presidente cowboy e ambientalista, che aprì il Novecento sfidando i grandi monopolisti e salvando dallo sviluppo selvaggio le foreste americane e il Grand Canyon.
"Sono un repubblicano conservatore - dice di sé McCain - ma di quelli dello stampo di Theodore Roosevelt". Non è difficile capire il perché del paragone.
Roosevelt ascese alla presidenza sulla scia di una fama da eroe, per epici combattimenti durante la guerra contro la Spagna. McCain si presenta agli americani come un reduce del Vietnam capace di resistere prigioniero per cinque anni dentro il famigerato "Hanoi Hilton". Roosevelt prese il controllo del Canale di Panama (dove McCain è nato) e pose le basi per fare dell'America una superpotenza militare e politica. Ma fu anche il negoziatore della pace tra Russia e Giappone, che gli valse il Nobel: un mix di diplomazia e colpi di "grosso bastone" che offre a McCain spunti su come confrontare in futuro l'Iran o la riemergente Russia.
Ma Teddy Roosevelt fu anche un tenace avversario dei potentati economici, fu il primo presidente a proporre l'assistenza sanitaria per tutti e, da amante della natura, fu il prototipo dell'ambientalista conservatore. Alla fine, gli americani lo amarono al punto da farne uno dei quattro volti di grandi presidenti scolpiti sul Monte Rushmore (con Washington, Jefferson e Lincoln).
McCain, che ha costruito una carriera da cane sciolto della politica spesso sfidando i grandi gruppi d'interesse, ha ora il problema di rassicurarli a colpi di tagli fiscali, e nello stesso tempo di non passare per un paladino dei petrolieri e un nemico dell'ambiente, pronto a trivellare nei parchi nazionali creati dal suo idolo Roosevelt.
John Sidney McCain III è nato il 29 agosto 1936 in una base navale a Panama, figlio e nipote di ammiragli a quattro stelle ed erede di una famiglia in cui la tradizione militare risale alla guerra d'Indipendenza. Da padre, nonno e bisnonni non ha ereditato solo la passione per la divisa, ma anche quella per la battuta graffiante, la polemica e, in gioventù, le donne e l'alcool. All'Accademia navale di Annapolis era noto per essere sempre in punizione.
In Florida, dove si addestrò al volo, tra una birreria e l'altra si lanciò in una intensa relazione con una spogliarellista nota come "Marie the Flame of Florida".
Il fatto che a 72 anni sia ancora un vigoroso aspirante presidente ha del miracoloso, guardando al passato di pilota di caccia della Navy. Da allievo, sopravvisse alla caduta di un jet in addestramento. Nel 1967 in Vietnam il suo aereo prese fuoco mentre si preparava al decollo da una portaerei: il giovane John si mise in salvo prima che esplodessero le bombe. Pochi mesi dopo il suo A-4 Skyhawk fu abbattuto dai nordvietnamiti vicino a Hanoi. McCain sopravvisse di nuovo, con le gambe e un braccio a pezzi. I vietnamiti lo catturarono, lo colpirono ripetutamente con le baionette e lo chiusero nella prigione di Hanoi, dove trascorse anni da incubo, torturato e usato per fini di propaganda, dopo la scoperta che era il figlio dell'ammiraglio che comandava tutte le forze nel Pacifico.
Al ritorno negli Usa entrò in politica, ma negli anni '70 ebbe difficoltà a costruire una seria carriera, anche per la movimentata vita personale. La prima moglie, la modella Carol Shepp, divorziò nel 1980 perché stufa dei continui tradimenti. "Ero un quarantenne egoista e immaturo", ha raccontato McCain, che un mese dopo il divorzio si sposò di nuovo, stavolta con Cindy Hensley, ricca figlia di un magnate della birra dell'Arizona e oggi aspirante First Lady.
Il senatore ha ora una complessa famiglia con sette figli: due avuti dalla Shepp con un altro partner e adottati da McCain; una figlia naturale avuta da Carol; tre figli avuti da Cindy; e una figlia adottata in Bangladesh in un orfanotrofio di Madre Teresa.
È negli anni Ottanta, quelli di Ronald Reagan, che il senatore dell'Arizona cominciò a farsi davvero conoscere, anche come protagonista di iniziative spesso non condivise dal suo stesso partito. Negli ultimi anni hanno portato la sua firma, per esempio, leggi di riforma del finanziamento elettorale e contro le torture che i repubblicani hanno digerito male.
Nel 2000 tentò una prima volta la corsa alla Casa Bianca, con una campagna fuori dagli schemi. Divenne il beniamino dei media (un po'come oggi tocca a Barack Obama), celebre per le lunghe conferenze stampa sull'autobus che aveva ribattezzato "Straight Talk Express": ma alla fine i repubblicani si coalizzarono intorno al rivale Bush e diedero a lui la presidenza.
Dato per politicamente morto l'estate scorsa, McCain è invece emerso a sorpresa come il candidato del 2008. E ora spera di ereditare da Bush il lavoro che avrebbe voluto svolgere al suo posto già otto anni fa.