USA. Libia. Gheddafi, ex "cane pazzo", nella lista dei buoni
WASHINGTON. Gli Stati Uniti si apprestano a stringere la mano a Muammar Gheddafi. Colui che Ronald Reagan definiva un 'mad dog', un 'cane pazzo', da domani torna ad essere formalmente un leader col quale gli Stati Uniti intendono avere rapporti. Non ancora un amico nel senso vero e proprio del termine, ma quasi. Per la prima volta dal 1953, infatti, un segretario di Stato Usa torna in Libia.
L'ultimo a farlo fu John Foster Dulles, il 28 maggio del 1953, quando incontrò l'allora primo ministro libico Mahmud Montasser.
Oggi sarà Condoleezza Rice (che nel 1953 non era ancora nata) a sbarcare a Tripoli e a restituire la visita ufficiale che il ministro degli Esteri libico Shalgam ha fatto a Washington il 3 gennaio scorso. Si chiude così anche dal punto di vista formale una pagina storica tra Usa e Libia. Così come é stato per l'Italia con la visita a Tripoli del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, la cui visita è stata giudicata dagli Usa "una buona cosa".
Da quel 1953 a oggi molta storia è passata nei rapporti tra Libia e Stati Uniti, molto petrolio è stato esportato, ma anche molte bandiere americane sono state bruciate in piazza e molte persone sono morte: dai numerosi civili rimasti uccisi nel bombardamento americano contro Tripoli e Bengasi del 1986 - deciso da Reagan dopo l'attentato in una discoteca di Berlino - ai 259 che il 21 dicembre del 1988 erano sul volo Pan Am 103 decollato da Londra e diretto a New York.
Una bomba esplose a bordo di quell'aereo che precipitò a Lockerbie, in Scozia.
Morirono tutti, più 11 persone a terra: 270 morti per quello che a tutt'oggi continua ad essere considerato il più grave attentato terroristico prima di quello dell'11 settembre 2001 a New York.
Della morte di quelle 270 persone furono accusati i servizi segreti libici. La Libia ha sempre negato, ma col passare degli anni acconsentì che due suoi detenuti, Abdel Basset al Meghrahi e Al Amin Khalifa Fhimah, venissero estradati in Gran Bretagna per essere processati.
Nel 2001 il primo è stato riconosciuto colpevole e condannato all'ergastolo, il secondo è stato scagionato. Il 14 agosto scorso Libia e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per il risarcimento delle famiglie delle vittime.
E oggi la Rice sbarca a Tripoli per quella che gli Stati Uniti considerano una visita storica. "Per noi - ha commentato a Washington il sottosegretario di Stato David Welch - rappresenta un successo fantastico. Significa un avanzamento significativo delle nostre relazioni in quell'area del mondo".
Nella storia dei rapporti con la Libia, "si volta pagina", ha detto Welch.
"Gheddafi si è adoperato in modo molto positivo dall'11 settembre in poi - ha commentato Welch -. Ha personalità ed esperienza, e conosce bene la questione Darfur e la questione Sudan. Crediamo ci sia molto da fare con lui da questo punto di vista". Se la parola 'amico' non ha ancora avuto formale accesso al vocabolario diplomatico, nei fatti per Washington il colonnello Gheddafi è persona con la quale avere buone relazioni "nell'interesse degli Stati Uniti". "Per noi questa nuova pagina con la Libia rappresenta un successo per la nostra politica estera" ha detto Welch. "Ora possiamo a tornare a parlare di tutto con la Libia".
Dai temi della sicurezza a quelli più strettamente economici e inevitabilmente legati al petrolio. "Vedete - ha commentato Welch - la Libia è un Paese forse demograficamente piccolo, ma molto ricco dal punto di vista economico". Inoltre la sua influenza in quell'area delicata del mondo può avere risvolti molto importanti.
ONU/ Pena di morte. Rinnovata la moratoria
21-11-2008












