Olimpiadi. Berlusconi entusiasta incontra gli atleti. Abbiamo battuto al Francia e la Spagna
ROMA. Entusiasta per i risultati "eccellenti". E felice perché, anche se non si potrebbe dire, "Spagna e Francia sono dietro di noi nel medagliere". Agli atleti rientrati dalle Olimpiadi di Pechino il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha riservato una accoglienza calorosa e informale nella cornice di Villa Madama. Foto e strette di mano con tutti, un consiglio ad Antonio Rossi ("non smettere di botto") e la rassicurazione che il governo continuerà a sostenere con la "benzina economica" la squadra olimpica.
Il primo pensiero va alla classifica finale: Italia che si assesta al nono posto, lasciandosi dietro Spagna e Francia, le due storiche rivali, e non solo sui campi sportivi: certo, non si può dichiarare ufficialmente, però fa "davvero piacere", dice un premier divertito, che non rinuncia alla battuta: "In tempo di dominazioni si diceva ‘Francia o Spagna purché se magna', oggi invece possiamo dire 'Francia e Spagna dietro di noi'".
Il premier, insomma, è orgoglioso degli Azzurri, che ha "seguito con il cuore" nei giorni di Pechino, pregando anche, "e le mie preghiere _ ha assicurato scherzando _ valgono di più, perché ho un consenso al 67%, un record mondiale". Tuttavia ieri l'attenzione è stata tutta per gli atleti, che Berlusconi non esita a paragonare "ai nostri monumenti. Siete un patrimonio dell'Italia _ spiega _ come i nostri musei, dovremmo enumerare le vostre medaglie come cataloghiamo i nostri tesori artistici".
Non solo, ma le medaglie portate a casa da Pechino sono "come titoli nobiliari", titoli senza tempo di cui "i vostri figli _ dice agli atleti _ si glorieranno". Ma i risultati, chiarisce il Cavaliere, non si raggiungono senza "benzina economica", per questo il governo garantirà alla squadra olimpica i finanziamenti per preparare i giochi di Londra nel 2012, "così come abbiamo fatto questa volta e nei cinque anni di governo passati".
Alle rassicurazioni del premier la delegazione olimpica risponde con un lungo applauso, occasione per Berlusconi per fare una battuta sull'attività del governo: "Applausi così convinti _ ha detto _ arrivano perché io sono un politico un po' strano, di quelli che mantengono tutte le promesse". Come quella di "mandare a casa Prodi", o di "salvare l'Italia dai comunisti". Qualcuno gli ha chiesto, racconta, anche "facci vincere le Olimpiadi, ma noi _ dice riferendosi alle polemiche sui giudici cinesi _ non compriamo gli arbitri, per questo il vostro risultato è ancora più importante".
Da copione, mentre scorre i volti degli Azzurri, una battuta sull'età: "Sono felice _ ha detto _ perché sono tra coetanei...". E prima di ricevere dalle mani dell'alfiere Rossi la maglia ufficiale della squadra ("Lei è il nostro capitano", gli ha detto Rossi consegnadogli la casacca con scritto 'Silvio'), il premier si scusa per essersi dilungato nei ringraziamenti: "Ho parlato troppo _ si è schermito _ sono sintetico solo dopo le cinque del pomeriggio...".
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