Dagli USA

McCain sfida Obama: sono io il cambiamento

06-09-2008

ST PAUL. John McCain ha presentato all'America il proprio curriculum fatto di esperienze come militare, prigioniero e politico controcorrente pronto a lavorare con gli avversari, e ha chiesto al paese di affidargli la Casa Bianca per i prossimi quattro anni, presentandosi come una scelta più credibile dell'avversario Barack Obama. "So come fare, ho il passato e le cicatrici che lo provano: Obama non li ha", ha detto McCain alla platea della convention di St.Paul e agli americani, prima di venir sommerso dalla tradizionale pioggia di palloncini con al fianco la vice Sarah Palin. Come era prevedibile, viste le caratteristiche personali di McCain, il suo discorso non ha innescato l'entusiasmo di Obama o del debutto, la sera prima, della Palin.

L'eccitazione si è scatenata non appena sono finite le parole del senatore, quando lui e Sarah sono stati accolti in trionfo sulle note di 'Barracuda', un brano degli Heart degli anni Settanta, ma anche il soprannome della candidata vicepresidente: come a ricordare che toccherà a lei nei prossimi due mesi sfoderare i denti contro Obama, mentre McCain si proporrà come figura di statista aperto al dialogo bipartisan. "Conosco il mondo, sono pronto per guidare", ha detto McCain, parlando su una pedana speciale creata per dare la sensazione di un dialogo da salotto con gli americani. Gli strateghi repubblicani, dopo gli attacchi della Palin, puntavano a presentare un discorso di contenuti ed è quello che ha offerto McCain. L'accento è andato comunque alle diversità radicali nel suo approccio rispetto a Obama, soprattutto per quel che riguarda la politica dei tagli fiscali, la riduzione della spesa pubblica e l'educazione, "la crisi dei diritti civili del nostro secolo".

Sul piano energetico, McCain ha ribadito la volontà di lanciare un programma di esplorazioni e trivellazioni, oltre che creare centrali nucleari e iniziative per promuovere le energie alternative. "Odio le guerre, voglio una pace stabile e duratura", ha affermato, dopo aver ricordato il passato di prigioniero in Vietnam. Ma ai nemici dell'America, McCain ha mandato avvertimenti, così come a quei paesi, come la Russia, che possono tornare a diventare avversari: "Da presidente, lavorerò per stabilire buone relazioni con la Russia, così che non dobbiamo temere il ritorno della Guerra Fredda. Ma non faremo finta di non vedere aggressioni e illegalità internazionali che minacciano la pace e la stabilità del mondo". McCain ha ringraziato "il presidente" per quello che ha fatto dopo l'11 settembre e per aver seguito le sue raccomandazioni sull'Iraq, ma non ha fatto il nome di George W.Bush, imitato in questo praticamente da tutti i relatori dei quattro giorni di convention. A Obama ha promesso battaglia leale.

"Nei prossimi due mesi ci daremo sotto, è la natura di queste sfide e ci sono grandi differenze tra noi", ha detto. I democratici devono sapere però di avere "il mio rispetto e la mia ammirazione: nonostante le differenze, molto più ci unisce di quello che ci divide", come americani. "Ma non c'é dubbio che vinceremo queste elezioni", ha subito tenuto a precisare. McCain è stato introdotto dalla moglie Cindy e dai sette figli avuti dai due matrimoni, una dei quali una ragazza del Bangladesh che Cindy decise di portare negli Usa dopo aver visitato un orfanotrofio di Madre Teresa. Per l'aspirante First Lady è stata l'occasione per presentarsi all'America, che nonostante i molti anni di vita politica di McCain, la conosce meno di Michelle Obama.