Iraq. Nuovo libro di Bob Woodward. Bush ordinò di spiare Maliki
WASHINGTON. Il reporter del caso Watergate Bob Woodward (nella foto d'archivio) nel suo nuovo libro sulla guerra in Iraq, che uscirà in America lunedì prossimo, muove nei confronti dell'amministrazione del presidente George W. Bush un'accusa precisa: Woodward scrive, e produce testimonianze in tal senso, che la Casa Bianca ordinò un sistematico spionaggio nei confronti del primo ministro iracheno Nouri al-Maliki e degli altri membri della sua squadra di governo. "Sappiamo ogni cosa che dice" ha detto a Woodawrd, riferendosi ad al-Maliki, una delle tante fonti da lui intervistate.
Il libro si intitola "The War Within: A Secret White House History, 2006-2008" (La Guerra Dentro: Storia Segreta della Casa Bianca, 2006-2008). Woodward, al suo quarto libro sulla guerra in Iraq, in ‘Guerra Dentro' accusa esplicitamente la Casa Bianca, e in particolare il presidente Bush, di avere "troppo spesso fallito nel guidare l'America", soprattutto per quanto riguarda proprio il conflitto con Baghdad. E - riportando quanto confidatogli da diverse fonti ben informate - riporta che il presidente al-Maliki e i suoi principali collaboratori sono stati costantemente spiati su disposizione della Casa Bianca, anche quando erano in corso le trattative e le discussione per arrivare a Baghdad a un governo iracheno.
Secondo il celebre reporter, che con Carl Bernstein fu protagonista del caso Watergate che portò alle dimissioni dell'allora presidente Richard Nixon, Bush "raramente ha detto la verità all'opinione pubblica per spiegare cosa stava facendo e cosa ci si poteva aspettare" circa le sue scelte. "Raramente è stato la voce del realismo nella guerra in Iraq" afferma Woodward, rivelando tra l'altro che ad un certo punto, nei primi anni del conflitto, il generale George Casey, allora responsabile delle forze militari Usa in Iraq, è anche arrivato ad affermare testualmente: "Il presidente Bush non capisce questa guerra". La Casa Bianca ha smentito ieri la tesi contenuta nel libro, sottolineando di non aver bisogno di spiare al-Maliki per sapere cosa lui pensi."Sappiamo cosa pensa perché ce lo dice lui, visto il rapporto di grande franchezza che c'é con lui" ha commentato la portavoce della casa Bianca, Dana Perino. Le rivelazioni del libro hanno tuttavia causato sconcerto a Baghdad: "Se è vero - ha commentato il portavoce del governo iracheno, Ali al-Dabbagh - vuole dire che non c'é fiducia. Se é vero, getta un'ombra sul futuro delle relazioni con queste istituzioni", riferendosi ai rapporti tra il governo iracheno e i servizi segreti americani.












