La politica

Prostituzione. Giro di vite del Governo. Polemiche su frasi della Carfagna

12-09-2008

ROMA. Il ministro Mara Carfagna incassa il successo politico da parte dell'intera maggioranza: il suo ddl contro la prostituzione _ presentato ieri mattina al Consiglio dei ministri che lo ha poi approvato _ è piaciuto. Risponde al principio ricercato della sicurezza urbana, tutela le donne e i minori che entrano nella rete dello sfruttamento. Per il resto, però, opposizione ed associazioni impegnate nel settore insorgono contro un provvedimento che ritengono ipocrita, dannoso, addirittura pericoloso. Un'apertura viene dal leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, per il quale la prostituzione di strada e quella minorile "è un'emergenza" ed in Parlamento assicura un contributo. Polemiche sono sorte anche per via di alcune affermazioni fatte dal ministro Carfagna, a Palazzo Chigi, nella conferenza stampa in cui ha illustrato il ddl.
"La prostituzione mi fa rabbrividire. Mi fa orrore _ ha detto _ e non comprendo chi vende il proprio corpo".
Replica Carla Corso del Comitato diritti delle prostitute: "La signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie".
Nel merito del ddl, Carfagna è determinata: "E' uno schiaffo durissimo al mercato", ha affermato sottolineando che le misure assunte mirano a contrastare la criminalità organizzata che sfrutta donne e minori.
Un coro di sostegno all'iniziativa arriva dalla maggioranza. Per Alessandra Mussolini, presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia, sono "efficaci le norme contro la prostituzione minorile". Enrico La Loggia (Pdl) dice che è stato fatto "un passo avanti e un atto di civiltà giuridica". Per Barbara Saltamartini (An), "è il ripristino della legalità e della sicurezza urbana". Contro i "bordelli a cielo aperto" anche Daniela Santanché, presidente del comitato per il referendum 'Strade protette' che ha annunciato lo stop della raccolta di firme dello stesso referendum. Michele Vietti dell'Udc sostinene che il provvedimento, in parte condivisibile, senza risorse è "solo propaganda".
Dura invece l'opposizione. Secondo Livia Turco (Pd), il ddl è "un manifesto ipocrita e perbenista che non combatte lo sfruttamento e che certo non aiuta le donne ad uscire dalla prostituzione". Vittorio Agnoletto, europarlamentare del Prc, parla di "regalo ai trafficanti di esseri umani e di doppia morale del governo".
Di fatto il provvedimento rende illegale la prostituzione, dice Silvio Viale del Comitato nazionale di Radicali Italiani: "L'idea del singolo artigiano del sesso, che lavora in proprio, senza supporto d'impresa, è irreale. C'è rischio di caccia alle streghe".
Diversa la posizione del sindaco di Padova Flavio Zanonato (Pd) che dà un giudizio positivo del ddl, anche se avrebbe preferito la strada della sanzione amministrativa a quella penale. Fortemente critiche molte associazioni che vorrebbero una regolamentazione del fenomeno. Fra queste, l'Unicef che contesta il rimpatrio dei minori non accompagnati e chiede una "seria riflessione" sul provvedimento. In un documento congiunto, una decina di organizzazioni (fra le quali Caritas, Gruppo Abele, Cnca) respingono l'idea che la prostituzione sia un fatto di ordine pubblico mentre invece è una questione sociale. La paura principale riguarda il fatto che il fenomeno finirà per essere sommerso e sarà più difficile _ sostengono _ aiutare le vittime. "Il governo è come Ponzio Pilato", afferma l'Arcigay mentre il Comitato per i diritti delle prostitute d'ora in avanti "le prostitute, sempre più invisibili, saranno sfruttate nelle case".
Fuori dal coro l'Associazione Giovanni XXIII: "Oggi è il giorno della svolta. Con la punizione dei clienti si comincia a combattere la prostituzione".