Il fatto

ONU. Frattini insiste su una nuova governance. Sì alla riforma

di Stefano Polli

27-09-2008

NEW YORK La globalizzazione ha creato nuove opportunità, ma produce anche incertezza e insicurezza. Crisi repentine attraversano il mondo toccando settori strategici come l'alimentazione, l'energia e il sistema finanziario.
Serve quindi un punto di riferimento forte, una governance in linea con i veloci cambiamenti del mondo. Servono Nazioni Unite "più efficaci e più rapide". Serve una riforma condivisa dell'Onu. Dal podio dell'Assemblea generale del Palazzo di Vetro di New York, il ministro degli Esteri Franco Frattini espone la visione italiana sulla strada da seguire per ritrovare il bandolo della matassa delle crisi moderne, per affrontare le sfide tremende di inizio millennio, dal clima al terrorismo, dalla sicurezza, dalla lotta alla povertà, dalla proliferazione nucleare al crollo del sistema finanziario americano e le sue conseguenze sul mondo.
Il titolare della Farnesina - che parla nella notte italiana, ma le linee portanti del suo discorso sono state anticipate ed egli stesso ne ha parlato con la stampa - parla a lungo del ruolo centrale dell'Onu e della costruzione di quella che definisce "una cooperazione multilaterale efficace e la condivisione delle responsabilità".
Per rispondere alle sfide mondiali di questo periodo storico la riposta giusta può essere soltanto globale e una governance efficace e globale richiede necessariamente una riforma del sistema dell'Onu, che includa certamente il Consiglio di sicurezza, ma che non si fermi soltanto a quello. E, comunque, "se vogliamo una riforma così importante non c'è alternativa al consenso generale".
Magari cominciando dall'apprendere subito la lezione che viene dal terremoto finanziario che sta agitando il mondo economico americano. Ci vogliono - è il ragionamento di Frattini - "regole trasparenti" per governare queste situazioni e per impedire la speculazione selvaggia nei mercati finanziari. Su questa tela di fondo di una condivisione di responsabilità e di un multilateralismo concreto ed efficace, l'Italia intende svolgere il suo ruolo, a cominciare dalla presidenza di turno del G8 del 2009. C'è un filo conduttore tra i temi di cui si discute all'Onu e quelli che formeranno l'agenda italiana del G8. L'Italia - annuncia Frattini - intende dedicare grande impegno a temi come la fame nel mondo, la povertà, la sanità nei Paesi emergenti, la formazione accessibile a tutti.
"L'Africa sarà al centro della nostra attenzione", spiega il titolare della Farnesina, aggiungendo che la "priorità" sarà quella di migliorare la qualità della vita dell'ultimo miliardo di persone che vive ancora ai margini. L' Italia intende continuare a combattere per il rispetto dei diritti umani nel mondo (Frattini ricorda l'impegno per la moratoria e in prospettiva per l'abolizione della pena di morte), vuole impegnarsi per combattere la proliferazione nucleare, il terrorismo e contribuire a garantire una maggiore sicurezza globale.
Quest'ultima è strettamente collegata alla sicurezza regionale e, in un intervento al Consiglio di sicurezza precedente a quello in Assemblea generale, il capo della diplomazia italiana ricorda a israeliani e palestinesi l'importanza di rispettare gli impegni di Annapolis. La sicurezza di Israele non è in discussione, ma devono fermarsi gli insediamenti nei Territori. La "minaccia terroristica" di Hamas prosegue e deve essere liberato il caporale Gilad Shalit. Bisogna continuare ad appoggiare la leadership di Abu Mazen. Nell' area la "minaccia principale" rimane comunque quella iraniana, ripete Frattini che in questi giorni ha spiegato che il negoziato con Teheran sul dossier nucleare è stato "deludente" e che è il momento di passare a sanzioni "efficaci" e selettive. È l'unica  alternativa all'attacco militare, un'ipotesi da escludere a tutti i costi perché sarebbe un "disastro" per tutti. Per tutto il mondo.