Cultura

SI è spento Newman. Il bello dal cuore buono

28-09-2008

]NEW YORK. Paul Newman è morto ieri notte. Aveva 83 anni e da tempo era malato di cancro. Contrariamente a Marlon Brando, che era quasi suo coetaneo, Paul Newman ha vissuto una vita complessivamente misurata, anche se contrassegnata da un dramma profondo, la morte prematura del figlio Scott, nel 1978 per overdose, e qualche azzardo. Come attore lascia una galleria di personaggi spericolati ma raramente estremi. Poco meno di 60 film da protagonista hanno decretato un successo oculatamente amministrato e vissuto fuori dai fasti hollywoodiani.
Nato il 26 gennaio 1925 a Cleveland (Ohio), da Arthur S. Newman, di religione ebraica, commerciante in attrezzature sportive e Theresa Newman, cattolica di origine ungherese, Newman era un Liberal convinto. Igienista, appassionato pilota di auto da corsa, l'attore si è sposato due volte. La prima, nel 1949 con Jackie Witte, da cui ha tre figli, oltre a Scott, Susan Kendall e Stephanie. Il matrimonio finisce nel 1958 e nello stesso anno Newman sposa la sua compagna di una vita, la collega Joanne Woodward, da cui ha tre figlie, Elinor Teresa (1959), Melissa Stewart (1961), e Claire ‘Clea' Olivia (1965).
Grande appassionato di corse automobilistiche, Newman si è conquistato grande rispetto anche per la sua attività benefica. Nel '82, fonda la Newman's Own,compagnia produttrice di alimenti e condimenti, i cui proventi (arrivati nel maggio 2007 a 220 milioni di dollari), vengono devoluti quasi interamente in beneficenza. L'approdo alla recitazione avviene negli anni '40, una volta tornato dalla guerra dove era stato marconista per gli U.S. Navy Air Corps. Si laurea al Kenyon College, nel 1949 e poi studia recitazione alla Yale University e sotto la guida di Lee Strasberg all'Actors' Studio di New York.
Il debutto come attore avviene a inizio anni '50 con Picnic, a fianco di Kim Stanley, seguito da altre interpretazioni a Broadway, tra cui quella in La dolce ala della giovinezza, con Geraldine Page. Il suo primo film è Il calice d' argento (1954), un fiasco di cui più tardi si vergogna talmente che quando una televisione di Los Angeles lo manda in onda, lui fa pubblicare un annuncio a pagamento in cui si scusa con gli spettatori. Occhi cristallini, fisico atletico, quando arriva il successo con Lo spaccone di Robert Rossen nel 1961 (una delle sue migliori interpretazioni, ripresa 25 anni dopo in Il colore dei soldi, con cui vince, nel 1987, il suo secondo Oscar, dopo quello alla carriera, ricevuto l'anno prima), Newman è già un sex symbol della serie ‘belli e dannati'.
Prima era stato pugile (con allusioni a Rocky Graziano) in Lassù qualcuno mi ama di Robert Wise (1956) e aveva fatto il suo primo incontro cinematografico con Tennessee Williams in La gatta sul tetto che scotta di Richard Brooks (1958). Col drammaturgo americano si sarebbe confrontato anche in La dolce ala della giovinezza sempre di Brooks (1961) e Zoo di vetro di cui è anche regista (1987). George Roy Hill gli procura le simpatie del grande pubblico con Butch Cassidy (1966), replica l'accoppiata vincente con Robert Redford con La stangata (1973) e gli affida la parte di allenatore di una squadra di baseball in Colpo secco (1977). Martin Ritt invece gli fa interpretare il primo film accanto a Joanne Woodward (La lunga estate calda, da Faulkner, 1958 per cui vince il premio come miglior attore a Cannes) e dopo avergli dato il ruolo di un vecchio pugile ubriaco in Le avventure di un giovane (1962) lo vuole in tre western: allevatore cinico e razzista in Hud il selvaggio (1963), ridicolo bandito messicano in L'oltraggio (1964) e indiano bianco in Hombre (1967).
Oltre che eroe di western Newman è due volte il chandleriano detective Harper prima per Jack Smight (Detective' s story, 1966) e poi per Stuart Rosemberg che lo diresse anche nel bel film carcerario Nick mano fredda (1967).
Per John Huston (che gli fa interpretare anche L'uomo dai sette capestri del 1972) Newman è L'agente speciale Mackintosh" e per Donald Petrie il cocciuto poliziotto di Bronx, 41/mo distretto di polizia (1982). Hitchcock (Il sipario strappato), Scorsese (Il colore dei soldi) Ivory (Mr. e Mr. Bridge) e Lumet (Il verdetto) gli danno modo di aggiungere alla sua filmografia altrettanti film d'autore e Altman lo vuole sia nel futuribile Quintet che nello stravagante Buffalo Bill e gli indiani. Nella regia Newman esordisce nel 1968 con l'intimista  La prima volta di Jennifer cui sono seguiti il mal riuscito Sfida senza paura (1971), Gli effetti dei raggi gamma sui fiori di Matilde (1972), Zoo di vetro e Harry & son, ispirato al suo rapporto col figlio Scott.
Delle dieci nomination all'Oscar, ricevute, fra gli altri per La gatta sul tetto che scotta, Lo spaccone, Hud il selvaggio, Nick mano fredda, il verdetto, La vita a modo mio (per cui vince nel 1995 anche l'Orso d'argento come miglior attore), l'ultima gli arriva nel 2003 per il suo ultimo film da attore (per un altro paio come Cars ha prestato la voce), Era mio padre di Sam Mendes, con Tom Hanks. Fra le sue interpretazioni degli ultimi anni, da ricordare, fra le altre, quella di detective fallito in Twilight (1998) di Harry Ross con Susan Sarandon, di signore (in disarmo) della truffa e del furto in Per amore... dei soldi (2000) di Marek Kanievska, con Linda Fiorentino. Si ritira definitivamente dalla recitazione nel 2007 " perché non posso continuare sui livelli che vorrei" ha spiegato.
Da anni si era rifugiato lontano da Hollywood nella sua fattoria di Westport in Connecticut. "E' un uomo molto geloso del suo ‘privato' - ha detto di lui il regista Stuart Rosenberg - è molto difficile conoscerlo a fondo: pone dei limiti invalicabili". Contrario da sempre al fasto di cui amano circondarsi le ‘star' di Hollywood, Newman si faceva pagare bene, ma non ha superato mai i limiti della decenza: raccontano che quando girò Il verdetto fece mettere sulla sua nota spese i costi della sauna portatile che aveva fatto installare vicino al set. Il che, commentano a Hollywood, non è poco in un'era in cui le grandi attrici pretendono di fare la doccia con l'acqua minerale e di mettere in conto alla produzione.