La comunità

La nuova preside della scuola "Guglielmo Marconi", Anna Fiore. Il coro degli studenti (foto di Riccardo Chioni)

La Scuola d'Italia "Guglielmo Marconi" ha inaugurato ieri l'anno accademico

di Riccardo Chioni

02-10-2008

La Scuola d'Italia "Guglielmo Marconi" ha inaugurato ieri l'anno accademico 2008-09 con una cerimonia presso l'auditorium del Media-Liceo Campus all'angolo tra 67th Street e First Avenue a Manhattan alla presenza del console generale d'Italia Francesco Talò, del direttore dell'Istituto italiano di Cultura, Renato Miracco e del direttore didattico Alfio Russo.
Gli studenti di liceo e medie hanno intonato gli inni nazionali, prima di lasciare il podio alla nuova preside della scuola, Anna Fiore che ha annunciato la reale possibilità di riunire presto la scuola in un nuovo edificio.
"Stiamo cercando l'edificio, il board ha affidato a un'agenzia l'incarico di effettuare questa ricerca e speriamo che la concluda in tempi brevi. Ovviamente, non si parla di un trasferimento nell'immediato futuro, ma contiamo di chiudere l'operazione in un paio d'anni in una struttura che possa ospitare i vari dipartimenti dalla scuola dell'infanzia, elementari, medie e liceo".
Arrivata da poco nella Big Apple, la preside dice che si è trovata subito a suo agio: "In un ambiente molto stimolante ho trovato persone impegnate, entusiaste del loro lavoro. Effettivamente New York è un crocevia di cultura, di stimoli e la cultura italiana è estremanente presente. Il mio obiettivo è che la Scuola d'Italia possa utilizzare queste opportunità appieno, in modo tale da fare scuola anche quando partecipiamo ad eventi esterni. Siamo fortunati perché possiamo contare sulla collaborazione del Consolato Generale e dell'Istituto italiano di Cultura. Sono rimasta molto entusiasta e colpita dalle linee programmatiche annunciate rispetto alla futura collaborazione e quindi spero davvero che per la scuola si apra una nuova fase e che si possano raggiungere insieme dei risultati veramente significativi".
Non c'è una presenza significativa di figli di italoamericani nella scuola, quale è il messaggio che vuole inviare loro?
"Voglio solo dire che questa è la scuola migliore per i loro figli, che è tempo di raggiungere questa consapevolezza e di sapere che i loro bisogni specifici saranno ascoltati e esauditi, perché uno dei nostri compiti è proprio quello di tenere conto delle necessità di ogni singolo alunno. Quindi, una componente italiana e italoamericana, è un arricchimento speciale per la nostra scuola. Intendo allacciare rapporti con le associazioni italoamericane, penso alla Niaf e ai Sons of Italy e spero di poter organizzare con loro attività che valorizzino il contributo degli italoamericani a questo Paese. Questa sarà una parte importante del nostro programma culturale".
Il console generale Francesco Talò parla a tutto campo della scuola e della comunità di cui fa parte: "Questa è una comunità che raggruppa in primo luogo i ragazzi che frequentano la scuola, ma assieme a loro gli insegnanti, la preside e i genitori con il consiglio che dirige le attività della scuola. A tutti va il mio ringraziamento e l'apprezzamento per l'impegno per l'attività e i risultati ottenuti, ma ancora di più per quelli che sicuramente saranno ottenuti in futuro, perché ho visto tanto entusiasmo. Questa scuola fa parte di una comunità più grande, quella che a New York ruota intorno all'Italia. Una comunità non solo di italiani, ma composta da tutti coloro i quali amano la cultura italiana, hanno interesse per l'Italia e capiscono quanto ciascuno di noi può essere più ricco abbracciando culture diverse".
"Ebbene - ha proseguito il ministro - questa è la caratteristica della scuola Marconi. Caratteristica che è data proprio dall'incontro e questo è un arricchimento per tutti. Abbiamo fatto molto l'anno scorso e la mia soddisfazione è soprattutto per avere iniziato ad avere un raporto serio, concreto tra la Scuola e le tante istituzioni a New York. E grazie all'entusiasmo della nuova preside sono sicuro che faremo molto di più, perché la ricchezza di questa Scuola è la ricchezza della città di New York, dove le opportunità sono infinite, dove c'è una miriade di istituzioni e tante di queste sono italiane. La Scuola non deve essere chiusa tra queste mura, ma è scuola anche quando i ragazzi partecipano agli incontri presso l'Istituto italiano di Cultura, possiamo anche pensare di avvicinare la scuola al nostro mondo imprenditoriale. Non vedo limiti alla possibilità di crescere, il solo limite è la nostra fantasia e di questa ne abbiamo tanta. L'importante è affiancare la fantasia alla concretezza e all'impegno. Per questo, all'inizio di questo anno scolastico, il mio ultimo invito va a tutti noi insieme come collettività alla responsabilità e a godere del piacere di lavorare insieme. In genere si parla, di diritti e di doveri, spesso si è parlato più di diritti che di doveri: è sempre difficile tracciare un bilancio, ma penso che la parola di equilibrio sia nella responsabilità. Insieme a questa responsabilità c'è il piacere: la scuola, il nostro impegno, il nostro lavoro, deve essere un piacere quello di imparare, di avere interessi, di avere la soddisfazione di far fare dei progressi alla nostra comunità".
Il dirtettore dell'Istituto di Cultura, Renato Miracco alla Scuola Marconi lancia un appello: "Sfruttatemi".
"Ho letto qualche giorno fa le parole del presidente Giorgio Napolitano che parlava dell'orgoglio della lingua. Dobbiamo riscoprire quello che è l'orgoglio della lingua che non vuol dire chiusura, ma apertura. Recentemente sono stato attaccato da alcuni francesi e tedeschi perché avevo gettato l'idea di far sì che l'italiano ridiventi ancora una volta la lingua della cultura. Tutti i termini musicali sono in italiano, dobbiamo far sì che anche nelle arti i termini siano italiani, ma non per la chiusura, ma piuttosto per una specificità: quindi quando parlo dell'orgoglio della lingua lo dico esattemente in questo senso. Il presidente parlava anche di un'identità: cioè ogni lingua è un'identità. Orgoglio e identità sono qualcosa che fanno parte assolutamente della italianità e maggiormente all'estero".
Steven Madsen, chairman of the board della Marconi, si dice fiducioso sulla futura sistemazione della Scuola: "L'inizio dell'anno scolastico è un momento eccitante e ci stiamo immergendo in una nuova era. La Scuola d'Italia è una scuola privata eccezionale - e rivolgendosi ai genitori aggiunge - avete iscritto i vostri figli ad una delle migliori scuole private in America e di sicuro a New York. Stiamo per portare la cultura italoamericana ad un livello superiore. Il board della scuola è in contatto con una delle agenzie immobiliari più importanti per assisterci a individuare un edificio che possa contenere la nostra scuola. Ci vorrà del tempo, ma sono sicuro che nel giro di un paio d'anni il sogno di una nuova struttura sarà una realtà e sarà un momento glorioso per la Scuola d'Italia".