Dagli USA

Il pitbull sposa la classe media. "Sono anch'io una di voi"

di Cristiano Del Riccio

04-10-2008

WASHINGTON. Il mondo, visto da una cucina dell'Alaska, non ha molti eroi. Sarah Palin li ha elencati rapidamente, dopo avere conteso al senatore Joe Biden in ogni modo possibile e immaginabile, il diritto di parlare a nome della ‘classe media' americana, il Santo Graal di queste elezioni.
L'attacco preventivo era cominciato fin dall'arrivo a St.Louis (la ‘hockey mom' era scesa dall'aereo stringendo al petto il neonato Down), era proseguito al suo ingresso sul palco del dibattito ("Hey, posso chiamarti Joe?" aveva chiesto al rivale dopo avere gettato un bacio al pubblico), si era ripetuto durante i 90 minuti del dibattito tv con una pioggia di frasi colloquiali e di rivendicazioni del suo status di outsider. Sarah aveva preparato una serie di espressioni idiomatiche che ha usato a raffica raccontando la preoccupazione per il futuro dell'America da parte di una ‘Main Streeter' (persona media) come lei, confermata dalle conversazioni con i genitori ai bordi del campo di calcio per le partite dei figli o al tavolo di cucina col marito Todd, conversazioni piene di timori per il futuro dei figli e dei "piccoli risparmi" accumulati.
In questa visione del mondo vi sono, secondo Sarah, pochi eroi: c'è John ‘Maverick' McCain, l'uomo che cambierà (insieme a lei) le cose a Washington, c'è David Petraeus, il generale che "sta vincendo la guerra in Iraq", c'è Ronald Reagan, il presidente che vedeva l'America come "una città splendente sulla collina". Ben più lunga la lista dei cattivi sciorinata da Sarah: le compagnie petrolifere come la Esso (che saccheggiano e inquinano l'Alaska), i predatori ‘avidi e corrotti' di Wall Street, i "politici della East Coast" che impediscono al paese di sfruttare il petrolio dell'Alaska. Ampliando l'orizzonte nella lista dei cattivi di Sarah ci sono ‘Al Qaida e gli estremisti sciiti', ci sono dittatori come Kim Song Il e ‘i fratelli Castro' e c'è soprattutto l'Iran che è "molto pericoloso" nei suoi tentativi di procurarsi armi nucleari. Il leader iraniano Mahmud Ahmadinejad, in particolare, "non è sano di mente", vuole "spazzare via Israele, il nostro miglior amico in Medio Oriente, che considera un cadavere puzzolente".
Ma il più pericoloso di tutti è Obama: il democratico "vuole aumentare le tasse, vuole alzare bandiera bianca in Iraq, vuole parlare a pazzi come Ahmadimejad". Obama "non è solo naif: ha poco giudizio, è pericoloso". Nel dibattito Sarah, levandosi un altro sassolino dalla scarpa, se l'è presa anche con i ‘pundits' televisivi e con ‘i media' che hanno manipolato le sue interviste: "intendo parlare direttamente agli americani", ha detto la governatrice ignorando il rivale e la moderatrice (e le sue domande) per rivolgersi ‘senza filtri' al pubblico televisivo: "In Washington DC c'è bisogno di un più di realtà da Wasilla Main Street (la cittadina dell'Alaska di cui era sindaco)", ha detto ricordando che lei e il marito Todd "appartengono da sempre alla classe media".
Biden ha cercato verso la fine del dibattito di rioccupare il tavolo di cucina ricordando che era a questo tavolo che il padre aveva annunciato alla famiglia che "aveva perduto il lavoro" e bisognava cambiare città.