Incidenti sul lavoro. Cadono tre operai nel fiorentino. Sotto accusa un bullone
BARBERINO DEL MUGELLO (Firenze). Giornata di lutto, di incredulità e rabbia a Barberino del Mugello dove giovedì sera tre operai sono precipitati da una piattaforma in un cantiere della variante di Valico, sull'A1. Un incidente che ieri sera, secondo il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Firenze, Giuseppe Romano, sembra dovuto ad un bullone di sostegno della piattaforma.
Intanto continua a crescere il numero dei morti sul lavoro: dopo i sei di giovedì, altrettante persone hanno perso la vita, ieri, in diverse regioni. Ed è lutto è anche a Prato dove viveva Alessandro Marrai, l'operaio delle ferrovie, travolto giovedì sera nei pressi della stazione di Castello, alle porte di Firenze, da un carrello per la manutenzione. Nell'incidente sono rimasti feriti altri due compagni di lavoro di Marrai, uno in modo grave, tutti pratesi. La magistratura fiorentina indaga sulla regolarità del cantiere e in particolare sulla segnaletica.
Dalla Calabria e dalla Campania già ieri mattinata sono arrivati a Firenze i parenti di Giovanni Mesiti, 49 anni, di Locri (Reggio Calabria), Rosario Caruso, 26 anni, di Sinopoli (Reggio Calabria) e quelli di Gaetano Cervicato, 45 anni, di Melito (Napoli). Con gli occhi gonfi di lacrime hanno cercato di capire, di vedere i loro congiunti per l'ultima volta. Poi, quasi tutti, hanno chiesto e ottenuto di andare sul cantiere, per vedere con i propri occhi quelle immagini che già ieri sera le tv avevano diffuso. E lì, in mezzo al fango, con i vigili del fuoco e i tecnici della Asl 10 impegnati nei rilievi, si sono soffermati in silenzio davanti a quell'enorme pilone che in cima aveva ancora la piattaforma inclinata verso il basso. "Ma come si fa a salire fino a lassù" si chiede uno dei cognati di Cervicato. "Per questo ci salivano solo i più coraggiosi", aggiunge tra le lacrime, ricordando Gaetano. Altri arrivano sotto il pilone, sostano pregando qualche minuto, ma poi se ne vanno evitando giornalisti e cineoperatori.
In attesa di sapere i risultati dell'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Luciana Singlitico, che ieri ha confermato di aver aperto un fascicolo per "omicidio colposo", alcuni dei parenti si chiedono come abbia potuto cedere quel perno, "come ha fatto a rompersi il bullone", dice un altro dei cognati di Cervicato. Certo è che la piattaforma era stata montata solo ieri. Nel campo base del cantiere oggi erano presenti pochi operai: la Toto Costruzioni già ieri aveva deciso la chiusura di tutti i suoi cantieri in Italia fino a lunedì prossimo in segno di lutto. Molti lavoratori hanno approfittato di questa "non desiderata" vacanza, per tornare a casa: la maggioranza di loro viene da lontano, dal meridione.
Sotto choc è invece Giovanni Lo Presti, l'unico superstite della piattaforma "maledetta", salvatosi per miracolo. Lui vive a Vicchio Mugello, anche se le sue origini sono siciliane. Giovedì sera aveva potuto riabbracciare la moglie e il figlio quindicenne: oggi continua a non riuscire a dare una spiegazione di come si è salvato: "forse non era arrivato il mio momento e qualcuno lassù mi ha protetto".
E per protestare contro la strage continua del lavoro i sindacati hanno proclamato lo sciopero nazionale, per martedì prossimo di un' ora, mentre in Toscana gli edili si fermeranno 8 ore.











