Benevento. Domani l'autopsia sul bimbo ucciso dal cane. E' caccia al randagio killer
CIRCELLO (Benevento). Un quadratino di giardino, recintato con del nastro adesivo biancorosso, è l'unica macchia di colore in un'enorme distesa di verde sulle colline di Circello: è lì che sabto sera il piccolo Mattia è stato ritrovato dissanguato dopo essere stato azzannato da uno o più cani. Ed è lì, a pochi metri dalla casa-azienda agricola del papà Maurizio, che i genitori hanno vegliato tutto il giorno, paralizzati dal dolore, ricevendo le condoglianze di un intero paese che si è stretto attorno alla famiglia Maddalena.
Gli esami effettuati ieri sul corpo del piccolo hanno confermato che le ferite da morsi riportate al capo, sul collo, all'addome e alle gambe, oltre ai numerosi graffi, sono frutto di un'aggressione ad opera di uno o più animali. Ma se Mattia sia stato vittima di cani randagi, o del suo amato pastore maremmano compagno di giochi trovato vicino al suo corpo, rimane ancora un mistero. Per questo nei prossimi giorni il servizio veterinario della Asl di Benevento eseguirà analisi su una decina di cani randagi sequestrati nel raggio di un chilometro intorno all'abitazione e sul maremmano di proprietà della famiglia per cercare di risalire alla bestia responsabile dell'aggressione.
Anche se dai primi rilievi sembra che nessuno dei randagi sequestrati avrebbe ucciso il piccolo e non si escludono altre ipotesi legate alla presenza di lupi e cinghiali nella zona. Ecco perché la caccia prosegue ad ampio raggio. Amici e parenti, intanto, si interrogano sgomenti dinanzi ad una tragedia che ha dell'incredibile e dove anche la fatalità ha giocato un ruolo: il padre di Mattia, infatti, in quel momento era impegnato con un motosega e indossava le cuffie antirumore. "Perciò - come racconta lo zio Giuseppe - non ha sentito le grida del bimbo".
Ieri, in questo angolo di quiete, a pochi chilometri da un'oasi del Wwf, è stato il giorno del cordoglio e dell'incredulità con una processione di persone che ha reso visita ai familiari. Tra gli altri anche il parroco di Circello, don Antonio Cerrone, e le maestre della scuola elementare dove Mattia frequentava la quinta, hanno confortato i genitori e le due sorelle, Roberta e Miriam. "Un bambino dolcissimo - ricorda lo zio Walter - molto legato al papà, che aiutava nella sua attività di commerciante di bestiame, seguendolo dappertutto. Un bimbo - prosegue lo zio - che amava la vita dei campi come andare a scuola".
Una vera e propria passione quella per la vita di campagna che era costata a Mattia già un problema serio quattro anni fa quando, cadendo dal trattore, aveva rischiato di morire. Una passione cui si accompagnava quella per i cani e in particolare per il suo amato maremmano, ora sospettato di poter essere il suo aguzzino, ma scagionato dai familiari che lo descrivono come un cane docile. "Anzi - dice lo zio - è stato lui a richiamare l'attenzione del papà e a cercare di rianimarlo con il muso. Non può essere lui, penso più a uno scontro tra randagi nel quale Mattia è intervenuto".
Domenica diversa anche per i fedeli riuniti a messa nella parrocchia della SS. Annunziata. Don Antonio conosceva Mattia fin dalla nascita: "Ne ricordo il battesimo - dice - il 1 maggio 1999. Eravamo alla vigilia della beatificazione di Padre Pio e perciò gli fu imposto il nome di Antonio Pio Mattia. Un bambino gioioso - ricorda il parroco - tranquillo, sempre accanto ai genitori. Per me non è morto solo un bimbo, è morto un figlio".
Domani l'autopsia potrà chiarire meglio le cause della morte mentre il ministero del Welfare ha disposto un'ispezione per comprendere cosa è avvenuto e se ci sono responsabilità.










